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Santa Cecilia, a ciascuno la sua musica: dal fasto barocco di Alessandrini all’omaggio a Britten con Piovano

Una settimana, due anime, un’unica grande istituzione. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si prepara a offrire al suo pubblico un doppio appuntamento che attraversa i secoli, un viaggio musicale che dal fulgore del Barocco conduce alle complesse memorie del Novecento. Protagonisti saranno un attesissimo debutto, quello del maestro Rinaldo Alessandrini, e un omaggio sentito al genio operistico di Benjamin Britten, guidato da Luigi Piovano.

Il primo evento di risonanza internazionale vedrà salire sul podio della Sala Santa Cecilia, per la prima volta alla guida dell’Orchestra e del Coro stabili, uno dei massimi specialisti del repertorio antico: Rinaldo Alessandrini. Noto al pubblico ceciliano per le sue magistrali esecuzioni con il suo ensemble Concerto Italiano, Alessandrini si cimenterà finalmente con le compagini della prestigiosa istituzione romana in un programma che è puro distillato della sua arte (15, 16 e 17 gennaio). La serata si preannuncia come una celebrazione dello splendore sacro di Vivaldi e Bach. Del “prete rosso” verranno eseguiti il festoso *Dixit Dominus RV 595* e l’Introduzione “Canta in prato”, affidati a un cast vocale di prim’ordine che include i soprani Silvia Frigato e Marianne Beate Kielland, il contralto Sara Mingardo, il tenore Jorge Navarro Colorado e il basso Lisandro Abadie. A chiudere il programma, l’architettura sonora imponente e sublime del *Magnificat BWV 243* di Johann Sebastian Bach, opera che rappresenta una delle vette assolute della musica vocale sacra occidentale.

Se il trittico di serate con Alessandrini esplora la grandiosità della fede barocca, il concerto del 14 gennaio in Sala Sinopoli si muove su un registro più intimo e riflessivo. Gli Archi di Santa Cecilia, sotto la bacchetta del loro direttore e primo violoncello Luigi Piovano, disegneranno un percorso sul “filo della memoria”, celebrando il cinquantesimo anniversario della scomparsa di Benjamin Britten. Non un semplice concerto, ma un omaggio finemente costruito che si apre con il toccante *Cantus in memoriam Benjamin Britten* di Arvo Pärt, un’elegia spettrale che testimonia l’ammirazione del compositore estone per il maestro britannico. Il programma proseguirà con l’eleganza cristallina del *Concerto per pianoforte K.414* di Mozart, che vedrà come solista la talentuosa pianista Gile Bae, per poi chiudersi circolarmente con la *Simple Symphony* dello stesso Britten. Un’opera, quest’ultima, che è un commovente ritorno alle origini, essendo basata su temi scritti dal compositore durante l’infanzia, e che ricorda al mondo dell’opera l’autore di capolavori immortali come *Peter Grimes* e *Death in Venice*.

Due concerti, due sentieri musicali distinti ma complementari, che confermano la capacità dell’Accademia di Santa Cecilia di dialogare con la storia della musica nella sua interezza, offrendo al pubblico un’esperienza tanto grandiosa quanto profondamente umana.

Martina Moretti

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