La danza che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici novecentesche. È questa la scommessa del Teatro dell’Opera di Roma che, sotto la guida visionaria di Eleonora Abbagnato, presenta dal 17 al 22 marzo 2026 un Trittico coreografico d’eccezione, segnando un momento cruciale per la stagione e per il suo Corpo di Ballo. Sul palcoscenico del Costanzi andrà in scena un viaggio attraverso i linguaggi più influenti della coreografia internazionale, con tre prime romane firmate da maestri come John Neumeier, Jacopo Godani e Benjamin Millepied. Un nuovo allestimento che promette di esplorare le infinite possibilità del movimento.
Ad aprire la serata sarà *Spring and Fall*, capolavoro del 1991 di John Neumeier su musica di Antonín Dvořák. Per la prima volta, la compagnia capitolina si misurerà con la scrittura del grande coreografo americano, immergendosi in una pièce che gioca sulla dualità del titolo: non solo primavera e autunno, ma anche l’essenza stessa della danza secondo i principi di Doris Humphrey, basati sull’equilibrio tra caduta e recupero. Un balletto di puro movimento, una sfida tecnica e interpretativa che metterà in luce la maturità del Corpo di Ballo romano.
Dal neoclassicismo si passerà alla contemporaneità più viscerale con *Echoes from a Restless Soul* di Jacopo Godani. Il coreografo italiano, formatosi alla scuola di Maurice Béjart e William Forsythe, rileggerà una sua creazione del 2016 appositamente per gli artisti dell’Opera, debuttando così al Costanzi. Sulle note oniriche e complesse di *Gaspard de la Nuit* di Ravel, eseguite dal vivo al pianoforte da Massimo Spada, i danzatori daranno vita a un’architettura di corpi in cui la tecnica classica viene spinta al limite, per creare un’esperienza estetica astratta e potente.
Il gran finale è affidato all’energia quasi atletica di Benjamin Millepied con *I Feel the Earth Move*, su musiche minimaliste di Philip Glass. Questo lavoro, creato nel 2017 per l’American Ballet Theatre, si distingue per un dinamismo inarrestabile e per una concezione spaziale radicale, con un palcoscenico spoglio che vuole abbattere ogni barriera tra pubblico e danzatori. A impreziosire questa creazione ci sarà un connubio inedito e di grande fascino: i costumi sono infatti disegnati da Rocco Iannone per Ferrari Style, unendo l’eccellenza della danza all’estetica e all’eleganza dinamica del Cavallino Rampante.
Protagonisti di questa serata saranno le étoiles, i primi ballerini e tutto il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, diretti sul podio, per la partitura di Dvořák, da Daniel Capps. Un appuntamento che conferma la vocazione internazionale e la vitalità della compagnia romana, proiettata, con questo trittico, in un dialogo serrato con i linguaggi più significativi della coreografia mondiale.
