Roma si prepara a un marzo incandescente, all’insegna della grande danza internazionale. Il Teatro dell’Opera, sotto la guida visionaria di Eleonora Abbagnato, prosegue nel suo percorso di esplorazione coreografica presentando un Trittico che è una vera e propria dichiarazione d’intenti. Dal 17 al 22 marzo 2026, il palcoscenico del Costanzi ospiterà tre prime romane firmate da altrettanti giganti della scena contemporanea: John Neumeier, Jacopo Godani e Benjamin Millepied. Un viaggio audace che, abbandonati momentaneamente i lidi del grande repertorio classico, traghetta il pubblico e il Corpo di Ballo capitolino dal Novecento consolidato fino alle più pulsanti espressioni del nostro tempo.
Ad aprire le danze sarà il maestro John Neumeier con *Spring and Fall*, un capolavoro del 1991 sulla *Serenata per archi* di Dvořák. Un evento nell’evento, se si considera che questa è la prima volta in assoluto che la compagnia romana si misura con il linguaggio del geniale coreografo statunitense. Il balletto, il cui titolo evoca tanto le stagioni quanto i principi di “caduta e recupero” della pioniera Doris Humphrey, promette di essere un saggio purissimo sull’essenza del movimento, un’indagine profonda che esplora ogni sfumatura dinamica, dall’immobilità alla sospensione vertiginosa.
Il percorso prosegue con l’atteso debutto all’Opera di Roma di Jacopo Godani. Il coreografo italiano, formatosi alla scuola di Béjart e consacratosi al fianco di William Forsythe, porta in scena una versione ripensata di *Echoes from a Restless Soul*. Su una delle partiture pianistiche più complesse e affascinanti di sempre, *Gaspard de la Nuit* di Ravel (eseguita dal vivo da Massimo Spada), Godani costruisce una pièce astratta e tagliente. Il suo stile, che fonde un’impeccabile tecnica classica con una sensibilità contemporanea e spigolosa, metterà a dura prova la versatilità delle étoiles e dei primi ballerini della compagnia, tra cui spiccano i nomi di Alessandra Amato, Susanna Salvi, Claudio Cocino e Michele Satriano.
A chiudere la serata, un finale ad alto tasso di energia e glamour. Con *I Feel the Earth Move*, Benjamin Millepied non solo porta a Roma la sua coreografia atletica e tellurica sulle musiche minimaliste di Philip Glass, ma la veste di un’eleganza inaspettata. I costumi, infatti, nascono dalla straordinaria collaborazione con Ferrari Style, sotto la guida del Direttore Creativo Rocco Iannone. Un connubio che trasforma il dinamismo dei danzatori in una celebrazione dell’estetica del movimento, unendo la fluidità dei corpi all’eccellenza e all’audacia del Cavallino Rampante. Su un palco nudo, senza quinte né sipari, la danza si fa immediata, potente, quasi un rito collettivo che cresce d’intensità fino a un finale mozzafiato.
Questo Trittico non è solo un appuntamento imperdibile per gli amanti della danza, ma la conferma di una programmazione coraggiosa, capace di dialogare con il presente e di proiettare il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma nel gotha delle grandi compagnie internazionali. Un appuntamento che segna un punto di non ritorno nella stagione della Fondazione capitolina.
