La stagione del Teatro dell’Opera di Roma, sotto la guida illuminata di Eleonora Abbagnato, continua a scommettere sulla grande danza, proponendo al suo pubblico un viaggio coreografico tanto audace quanto prestigioso. Dal 17 al 22 marzo, il palcoscenico del Costanzi ospiterà un trittico che è già un evento: tre prime assolute per la Capitale, firmate da tre maestri della scena internazionale, John Neumeier, Jacopo Godani e Benjamin Millepied. Un percorso che attraversa il Novecento e si lancia nella contemporaneità più vibrante, mettendo in luce la straordinaria versatilità del Corpo di Ballo capitolino.
Il sipario si apre su una pagina fondamentale della storia della danza recente con *Spring and Fall* di John Neumeier. Creato nel 1991 per il suo Hamburg Ballett, il pezzo è un delicato e potente saggio sul movimento, ispirato ai principi di “caduta e recupero” teorizzati da Doris Humphrey. Sulle note della *Serenata per archi* di Dvořák, diretta da Daniel Capps, la coreografia esplora la dualità insita nel titolo, tra la primavera e l’autunno delle stagioni e della vita. Per il Balletto dell’Opera di Roma si tratta di un debutto storico: la prima volta che la compagnia si misura con il linguaggio complesso e poetico del genio americano, un battesimo atteso che segna un nuovo, importante traguardo artistico.
Il cuore della serata pulsa al ritmo della contemporaneità con *Echoes from a Restless Soul*, creazione che Jacopo Godani ha ripensato appositamente per i danzatori romani, segnando anche il suo debutto al Costanzi. In questo manifesto della sua estetica, la tecnica classica viene spinta al limite, trascesa in un flusso di movimento astratto e potente. La musica gioca un ruolo da protagonista: la partitura integrale di *Gaspard de la Nuit* di Maurice Ravel, eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada, diventa il motore di un dialogo serrato tra suono e corpo, in un intreccio di passi a due e quartetti di pura intensità.
A chiudere il programma è un’esplosione di energia firmata da Benjamin Millepied, *I Feel the Earth Move*. Su un palcoscenico spoglio, come a voler abbattere ogni barriera con il pubblico, i danzatori si lanciano in una coreografia atletica e incessante sulle musiche minimaliste e ipnotiche di Philip Glass. Ma la vera sorpresa risiede in un connubio inedito che unisce l’eccellenza della danza a quella del design italiano: i costumi sono infatti una creazione originale di Rocco Iannone per Ferrari Style. Un incontro che traduce l’eleganza dinamica e la potenza estetica del Cavallino Rampante in creazioni che esaltano il corpo in movimento, suggellando una serata che non ha paura di sperimentare.
Con un cast che vede brillare le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, affiancate dai primi ballerini e da tutto il corpo di ballo, questo Trittico si preannuncia come uno degli appuntamenti più significativi della stagione, una chiara dichiarazione di intenti che proietta la danza a Roma verso un orizzonte internazionale e coraggiosamente moderno.
