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Palazzo Pesce, un Marzo Musicale tra Promesse e Sorprese: E la Lirica?

Mola di Bari si prepara a un marzo 2026 ricco di note e melodie grazie al variegato cartellone di eventi presentato da Palazzo Pesce. La storica dimora, sotto la direzione artistica di Margherita Rotondi, si conferma un punto di riferimento culturale, promettendo un viaggio musicale che spazia tra generi e stili differenti. Tuttavia, un’attenta analisi del programma solleva un’interessante domanda nel cuore degli appassionati d’opera.

L’annuncio degli eventi è stato lanciato con un titolo accattivante: “Dal flamenco alla lirica passando per la canzone d’autore”. Una promessa che ha immediatamente acceso le aspettative degli amanti del belcanto, ansiosi di scoprire quale perla operistica sarebbe stata incastonata nel programma del mese. La realtà, però, si rivela più sfumata e complessa, disegnando un percorso musicale che esplora molti territori, ma sembra lasciare inesplorato proprio quello lirico.

Scorrendo il calendario, si scopre un’offerta musicale eclettica e di alta qualità. Si parte il 1° marzo con i ritmi infuocati del flamenco, per poi passare alle atmosfere raffinate del jazz il 6 marzo con un omaggio all’universo femminile. Il mese prosegue con un tributo ai grandi cantautori italiani nati a marzo come Dalla e Battisti, un’immersione nel rock “ribelle” degli anni ’70 e un finale dedicato alle melodie soul e jazz che evocano “ricordi felici”. Dal flamenco al rock, dalla canzone d’autore al jazz: la diversità è la vera protagonista.

In questo ricco mosaico, l’assenza di un appuntamento specificamente dedicato alla lirica diventa essa stessa una notizia. La menzione nel titolo generale potrebbe essere interpretata come un’indicazione di intenti futuri, o forse un modo per descrivere l’alta qualità “lirica” e la passionalità degli interpreti, anche se impegnati in altri generi. Potrebbe anche riflettere una tendenza contemporanea a superare i confini rigidi tra i generi, dove l’essenza della “liricità” si ritrova non solo nell’opera, ma anche nell’intensità di un assolo di chitarra flamenco o nella profondità di una ballad jazz.

Sebbene a marzo 2026 a Palazzo Pesce non risuoneranno le arie di Verdi o Puccini, il programma offerto è una testimonianza della vitalità della scena musicale. Resta la curiosità per il futuro: un invito, forse, a tenere d’occhio la programmazione di questo dinamico centro culturale, in attesa che la promessa di un incontro con la lirica venga, prima o poi, mantenuta.

Martina Moretti

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