Vent’anni dopo l’ultima volta, la «leggenda drammatica» di Hector Berlioz torna a incendiare la Sala Santa Cecilia. L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia affida a Charles Dutoit il penultimo appuntamento della stagione sinfonica 2025-26: l’attesissimo ritorno del direttore svizzero sul podio ceciliano per La Damnation de Faust, in programma giovedì 11 giugno alle 20, sabato 13 alle 18 e lunedì 15 giugno alle 20. Quest’ultima recita sarà trasmessa in diretta da Rai Radio 3.
Con Dutoit sul palco l’Orchestra, il Coro istruito da Andrea Secchi e il Coro di Voci Bianche diretto da Claudia Morelli, accanto a un cast di rilievo internazionale: il mezzosoprano Marianne Crebassa (Margherita), il tenore Julien Dran (Faust) e i bassi John Relyea (Mefistofele) e Jonathan Lemalu (Brander). La partitura mancava dalla sala dal 2006, quando era stata guidata da Antonio Pappano durante il suo incarico come Direttore Musicale.
Un Faust che precipita nell’abisso
Il mito di Faust, da Marlowe a Goethe, ha sempre rappresentato l’eterna lotta dell’uomo contro i propri limiti. Berlioz ne dà però una lettura ribelle: se Goethe promette la salvezza, il compositore francese capovolge l’esito e fa sprofondare il protagonista verso la dannazione. Ne nasce un affresco sonoro di potenza quasi cinematografica, tanto da folgorare, nel 1903, il pioniere della settima arte Georges Méliès, che vi si ispirò per il suo Faust aux enfers.
Concepita per l’esecuzione in forma di concerto, la légende dramatique rinuncia alla linearità teatrale e procede per stacchi fulminei e quadri sonori autonomi: danze contadine, marce militari, taverne fumose, fino all’illusione dell’amore perfetto con Margherita. Il culmine è la celebre «Cavalcata verso l’abisso», galoppo infernale di travolgente audacia orchestrale. Proprio per dare un suono all’Inferno, Berlioz spoglia il coro di ogni parola umana e inventa una lingua demoniaca artificiale — «Has! Irimiru Karabrao!» — fatta di suoni gutturali e fricativi che anticipano di oltre un secolo le avanguardie del Novecento, trasformando la voce in puro rumore.
Il ritorno di un maestro
Da oltre sei decenni Charles Dutoit affascina il pubblico di tutto il mondo. Nato a Losanna, è stato premiato con la Medaglia d’Oro della Royal Philharmonic Society nel 2017 e con il premio «Una vita nella musica» del Teatro La Fenice di Venezia nel 2022. Già alla guida della Royal Philharmonic Orchestra di Londra e per trentadue anni legato alla Philadelphia Orchestra, è oggi Direttore Musicale Emerito della NHK Symphony Orchestra di Tokyo, e sale regolarmente sui podi delle maggiori orchestre internazionali.
Ad affiancarlo, voci che il pubblico operistico conosce bene: dal mezzosoprano Marianne Crebassa, reduce dalla vittoria come «Artiste Lyrique de l’année» alle Victoires de la Musique, ai bassi John Relyea e Jonathan Lemalu, presenze fisse dei maggiori teatri del mondo. Un appuntamento per assistere, citando lo stesso Berlioz, al trionfo di una musica che «ambisce a scuotere le fondamenta dell’essere».
