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Rota ed Eduardo, un’amicizia geniale: a Bologna arriva Napoli milionaria

Ci sono amicizie che diventano materia d’arte, e sodalizi che attraversano un’intera stagione della cultura italiana. È il caso del legame tra Nino Rota ed Eduardo De Filippo, due giganti del Novecento che il Teatro Comunale di Bologna celebra in questi giorni con un percorso che dal racconto conduce al palcoscenico operistico: dal 12 al 17 giugno, al Nouveau, va infatti in scena Napoli milionaria, l’opera che Rota trasse dal capolavoro teatrale di Eduardo.

Una collaborazione lunga una vita

Il rapporto tra i due artisti ruota proprio attorno a Napoli milionaria. Si erano incontrati nel 1949, sul set dell’adattamento cinematografico dell’omonima commedia, e si sarebbero salutati per l’ultima volta a Spoleto nel 1977, in occasione della versione operistica dello stesso lavoro: l’ultima collaborazione tra i due, poiché poco dopo Rota sarebbe scomparso. Un arco di quasi trent’anni segnato da reciproco rispetto ed empatia, oltre la dimensione ufficiale celebrata dai media.

A introdurre il pubblico in questo universo, il Teatro Comunale ha proposto all’Auditorium Manzoni il concerto-lettura L’amico geniale, con testo e voce narrante di Stefano Valanzuolo, la violoncellista Silvia Chiesa e il pianista Maurizio Baglini. Tra aneddoti, stralci di carteggi e documenti d’epoca, la serata ha ripercorso il sodalizio attraverso pagine di Rota tratte da Napoli milionaria, Lo scoiattolo in gamba, Fortunella, Amarcord e Otto e mezzo, nella trascrizione cameristica di Giuseppe Caffi, accanto a musiche di Alfredo Casella e Attilio Brugnoli.

Da Eduardo all’opera

Il progetto L’amico geniale è nato nel 2024 ed è stato presentato a Napoli, nel 2025, presso la Fondazione De Filippo, per commemorare gli ottant’anni dalla prima della commedia di Eduardo — andata in scena al Teatro San Carlo il 25 marzo del 1945 — con il patrocinio della stessa Fondazione. Un modo per restituire spessore biografico e umano a un’opera che, nella sua versione musicale, è oggi al centro della stagione bolognese.

Gli interpreti del concerto-lettura confermano d’altronde la statura del progetto. Silvia Chiesa ha contribuito a rilanciare il repertorio novecentesco per il suo strumento, suonando come solista con compagini quali l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e la Royal Philharmonic Orchestra; in duo con Baglini ha tenuto oltre trecento concerti nei cinque continenti, incidendo per Decca. Maurizio Baglini, dalla vittoria del World Music Piano Master a ventiquattro anni, ha calcato palcoscenici come il Teatro alla Scala, la Salle Gaveau di Parigi e il Kennedy Center di Washington. Stefano Valanzuolo, critico musicale e autore radiofonico, è una delle firme più note della divulgazione musicale italiana.

Ora la parola passa alla scena. Con Napoli milionaria, dal 12 al 17 giugno, il Teatro Comunale di Bologna chiude idealmente il cerchio: dall’amicizia tra due artisti alla musica che ne ha custodito la memoria, fino all’opera che continua a farli dialogare davanti al pubblico di oggi.

Martina Moretti

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