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Premio Abbiati a Vida Miknevičiūtė: la sua Sieglinde a Santa Cecilia incanta la critica

Il sipario sul mondo della critica musicale italiana si è alzato per incoronare i suoi nuovi campioni e, fra questi, brilla il nome di Vida Miknevičiūtė. Il soprano lituano è stata insignita del prestigioso Premio “Franco Abbiati”, il più autorevole riconoscimento del settore in Italia, per la sua memorabile interpretazione di Sieglinde ne *La Valchiria* di Wagner. La produzione, che ha inaugurato la stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia lo scorso ottobre, ha visto la bacchetta di Daniel Harding guidare l’orchestra e un cast di altissimo livello, nel quale la Miknevičiūtė ha lasciato un segno indelebile.

La giuria della 45ª edizione del Premio, composta dal direttivo dell’Associazione Nazionale dei Critici Musicali e da altri membri eletti, ha riconosciuto nell’interpretazione del soprano una profondità drammatica e una caratura vocale fuori dal comune. La sua Sieglinde non è stata soltanto un’eroina wagneriana impeccabilmente eseguita, ma un personaggio pulsante di vita, dolore e speranza. La Miknevičiūtė ha saputo restituire al pubblico romano tutte le complesse sfumature della figlia di Wotan: dalla disperazione iniziale alla scoperta estatica dell’amore per il fratello Siegmund, fino al presagio tragico e alla finale trasfigurazione. Un’immersione totale nel personaggio, sostenuta da una linea di canto solida e luminosa, capace di piegarsi alle esigenze espressive più sottili così come di slanciarsi negli acuti più impetuosi.

Questo riconoscimento consacra un’artista che, pur al suo debutto con l’istituzione romana, vanta già una carriera internazionale di primissimo piano. Formatasi in Lituania e perfezionatasi a Zurigo, Vida Miknevičiūtė è oggi una presenza costante sui palcoscenici più importanti del mondo, dalla Staatsoper di Berlino alla Bayerische Staatsoper, collaborando con direttori del calibro di Daniel Barenboim, Christian Thielemann e Kirill Petrenko. Un percorso artistico che l’ha vista recentemente insignita anche del titolo di “Kammersängerin” ad Amburgo, a conferma di un talento maturo e pienamente riconosciuto.

Il Premio Abbiati, quindi, non celebra unicamente una singola, eccezionale performance, ma illumina il percorso di un soprano che si sta imponendo come una delle voci più interessanti del nostro tempo nel repertorio tedesco. Mentre i melomani ancora ricordano l’emozione della sua Sieglinde ceciliana, l’agenda dell’artista è già fitta di appuntamenti che la vedranno affrontare nuovamente Wagner, ma anche Strauss e Giordano, a riprova di una versatilità e di una solidità artistica che questo premio ha saputo, con merito, certificare.

Martina Moretti

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