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Fenice, Beatrice Venezi direttrice musicale dal prossimo ottobre: Colabianchi conferma, l’orchestra chiede trasparenza

Il Consiglio di Indirizzo del Teatro La Fenice di Venezia ha ratificato il 10 marzo scorso la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del teatro. L’incarico, annunciato già alla fine del 2024, entrerà ufficialmente in vigore a ottobre 2026. Si chiude così una delle vicende più discusse del panorama operistico italiano recente, ma non si spengono le polemiche che l’accompagnano.

La scelta del sovrintendente

A motivare la decisione è il sovrintendente Nicola Colabianchi, che parla di “una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non da ultimo per la giovane età” della direttrice. Nata a Lucca nel 1990, Venezi — oggi trentacinquenne — diventerebbe così una delle direttrici musicali più giovani in attività in una fondazione lirico-sinfonica italiana.

Nelle parole di Colabianchi, diffuse all’indomani della ratifica, l’argomento tecnico prevale su quello simbolico: “Possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura”. Un modo, leggibile tra le righe, per rispondere alle riserve espresse da una parte della critica e da alcuni ambienti del teatro negli ultimi mesi.

Le reazioni politiche e la reazione dell’orchestra

La nomina ha immediatamente prodotto reazioni politiche. Da un lato Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha espresso “viva soddisfazione per il via libera del Consiglio d’Indirizzo”. Dall’altro, dall’area del centrosinistra veneziano, il candidato sindaco Andrea Martella ha definito la scelta “uno schiaffo alla città e al Teatro”, criticandone metodo, tempi e merito.

Ma la reazione più significativa, sul piano istituzionale, è arrivata dall’interno. I musicisti dell’orchestra del teatro hanno fatto filtrare dubbi e richieste di maggiore trasparenza sul percorso di selezione. Una posizione che, in una fondazione lirica, non è mai soltanto una questione sindacale: il rapporto fra direttore musicale e orchestra è il perno su cui si regge la qualità del lavoro artistico quotidiano, al di là dei singoli debutti e delle stagioni.

Cosa farà effettivamente la direttrice musicale

In una fondazione lirico-sinfonica italiana, il direttore musicale è una figura che concorre alle scelte artistiche, dirige un numero definito di produzioni per stagione, assicura un indirizzo stilistico continuativo e lavora sulla crescita dell’orchestra. Non è sovrapponibile al direttore artistico: lavorano in coppia, con ruoli distinti ma convergenti.

La Fenice, reduce dalla direzione musicale di Markus Stenz, affronta con questa nomina una transizione generazionale e stilistica insieme. Il vero banco di prova, al di là dei comunicati, sarà la prima stagione disegnata con il contributo di Venezi — dai titoli scelti al cast, dalle collaborazioni ai concerti sinfonici — che vedremo annunciata nei prossimi mesi. E sarà sulle prove, più che sui comunicati, che si misurerà il peso effettivo di questa nomina.

Dal Piermarini a Bari, dal Costanzi al Regio, il 2026 sta consegnando al mondo della lirica italiana una cascata di cambi al vertice. La Fenice, con la scelta di Venezi, si gioca la propria carta. Il resto è un lavoro che si costruisce in buca d’orchestra.

Martina Moretti

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