Un Verdi che racconta Verdi: è la cifra di Verdi legge Verdi, lo spettacolo ideato, diretto e interpretato da Massimiliano Finazzer Flory che il 29 maggio approda al Teatro Nazionale di Roma per un’unica rappresentazione, alle ore 21. La produzione, inserita nella stagione «Doppio Sogno 2025/2026» del Teatro dell’Opera di Roma, intreccia prosa, musica e iconografia per restituire un ritratto sfaccettato del compositore di Busseto: non l’icona monumentale dei manuali, ma l’uomo dietro le partiture.
Un’autobiografia in scena, fra archivi e capolavori
A guidare il pubblico nel labirinto della vita verdiana è Finazzer Flory, che presta voce e corpo al compositore avvalendosi dei materiali messi a disposizione dall’Archivio Storico Ricordi. Ne nasce una drammaturgia che ripercorre i momenti fondamentali della parabola umana, artistica e politica di Verdi: le origini familiari modeste, la formazione contrastata, il celebre rifiuto al Conservatorio di Milano, i primi esercizi sulla «meschina spinetta», gli esordi teatrali, il sodalizio con i librettisti, fino al confronto con i giganti europei. Memorabile l’aneddoto del rapporto con Wagner, stupito dalla solennità del Requiem.
Accanto a Finazzer Flory, sul palco la pianista Asako Watanabe e il soprano Elisa Maffi eseguono alcune fra le pagine più celebri del catalogo verdiano. Le note dialogano con il racconto, illuminando di volta in volta la nascita di capolavori come Rigoletto, Otello e Falstaff, ma anche le tensioni e le controversie che ne accompagnarono la genesi.
Il Verdi privato: la natura, Shakespeare, la Casa di Riposo
La drammaturgia non rinuncia a indagare il lato più riservato dell’uomo: l’amore per la natura e per la terra di Sant’Agata, il rapporto profondo con la letteratura, l’ammirazione assoluta per Shakespeare, l’impegno civile che si materializzò nella Casa di Riposo per Musicisti, fondata a Milano nel 1899 e considerata dallo stesso Verdi la sua opera più importante. Una figura schiva ma appassionata, capace di attraversare l’Ottocento musicale lasciando un segno indelebile.
Uno spettacolo che ha attraversato il mondo
Dopo il debutto nel 2016 al Teatro Farnese di Parma, Verdi legge Verdi ha attraversato l’ultimo decennio toccando conservatori italiani, il Teatro dell’Opera di Astana per Expo 2017 in Kazakistan, la Fondazione Bocelli a Lajatico nel 2019 alla presenza di Andrea Bocelli, fino alla Casa di Riposo per Musicisti Fondazione Giuseppe Verdi. Tappe diverse per pubblico e contesto, accomunate dall’intento divulgativo che caratterizza l’intera ricerca di Finazzer Flory, regista, attore e autore impegnato da anni nella riscoperta dei grandi protagonisti della cultura italiana, da Leonardo a Dante. Nel 2020 il Comune di Busseto gli ha conferito il riconoscimento di ambasciatore della cultura verdiana.
Informazioni
Verdi legge Verdi — venerdì 29 maggio ore 21.00, Teatro Nazionale, Roma. Unica rappresentazione.
Con: Massimiliano Finazzer Flory (Giuseppe Verdi), Asako Watanabe (pianoforte), Elisa Maffi (soprano).
Informazioni e biglietti su operaroma.it.
