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Ernesto Petti, baritono: biografia, voce e ruoli

C’è un timbro pieno e squillante che negli ultimi anni si è ritagliato uno spazio crescente nel grande repertorio verdiano, dai palcoscenici italiani fino alla Sydney Opera House: è quello di Ernesto Petti, baritono salernitano classe 1986, tra gli interpreti che il Teatro dell’Opera di Roma ha scelto per la sua Aida estiva al Circo Massimo. Ecco chi è, come si è formato e quali sono i ruoli che ne hanno definito la carriera.

Chi è

Nato a Salerno nel 1986, Ernesto Petti si avvicina al canto relativamente tardi, a diciotto anni, studiando a Napoli. Nel 2010 si diploma all’Accademia di Alto Perfezionamento di Torre del Lago Puccini e prosegue la formazione al Centre de Perfeccionament Plácido Domingo del Palau de les Arts di Valencia, una delle fucine più prestigiose per le giovani voci del Mediterraneo.

Il debutto arriva giovanissimo al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, dove si mette in luce in titoli rari come l’Orfeo ed Euridice di Gluck e la Cendrillon di Pauline Viardot. La svolta vera è però il primo grande ruolo verdiano da protagonista, il Giorgio Germont della Traviata cantato all’Anfiteatro Romano di Lecce: da lì la sua strada si lega indissolubilmente al baritono di Verdi.

La voce e il repertorio

Petti possiede una voce di baritono verdiano dal colore lirico-drammatico, piena e di facile proiezione, adatta tanto all’autorità dei padri verdiani quanto allo slancio del repertorio verista. Il suo catalogo verdiano è ampio: accanto a Germont figurano Renato di Un ballo in maschera, il Conte di Luna del Trovatore, Nabucco, il ruolo del titolo in Rigoletto e in Macbeth — quest’ultimo affrontato nella rara versione francese al Festival Verdi di Parma nel 2024.

Il repertorio si estende poi al belcanto, con l’Enrico della Lucia di Lammermoor, e al verismo, dove ha vestito i panni di Marcello nella Bohème, di Tonio nei Pagliacci e di Carlo Gérard nell’Andrea Chénier. Nel 2023 ha portato il suo Rigoletto fino alla Sydney Opera House, sotto la direzione di Renato Palumbo.

I teatri e i riconoscimenti

La carriera di Petti attraversa i principali teatri italiani — dal San Carlo di Napoli al Teatro Massimo di Palermo, dalla Fenice di Venezia al Petruzzelli di Bari, dal Lirico di Cagliari al Festival Verdi di Parma — e numerose piazze internazionali, tra cui l’Opéra Grand Avignon, il National Centre for the Performing Arts di Pechino, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, la Deutsche Oper di Berlino, il Theater Basel e il Concertgebouw di Amsterdam. Ha lavorato con direttori come Renato Palumbo e Daniele Callegari e con registi del calibro di Leo Nucci e Davide Livermore.

Dove ascoltarlo

Nell’estate 2026 Ernesto Petti è Amonasro nell’Aida di Davide Livermore al Circo Massimo dell’Opera di Roma, in scena dal 12 al 28 luglio con la direzione di Daniele Callegari. Per approfondire il repertorio che gli è più congeniale rimandiamo alla nostra guida al Nabucco in streaming e alla scheda del Teatro dell’Opera di Roma, uno dei palcoscenici dove più spesso lo si può ascoltare.

Martina Moretti

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