L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

«Carmina Burana» di Orff chiudono l’estate dell’Opera di Roma al Circo Massimo: sul podio Wayne Marshall, video-installazione di Anagoor

La stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma si congeda dal Circo Massimo con uno dei titoli-simbolo del repertorio sinfonico-corale del Novecento: i «Carmina Burana» di Carl Orff, in rappresentazione unica venerdì 31 luglio 2026, ore 21.00. Sul podio dell’Orchestra, del Coro e del Coro di Voci Bianche del Teatro dell’Opera torna Wayne Marshall, direttore e pianista di fama internazionale che manca dall’Opera capitolina dal Candide di Bernstein diretto al Teatro Costanzi nel gennaio 2012 e, più di recente, dal concerto Rhapsody in Blue al Caracalla Festival 2024.

Il maestro del coro è Ciro Visco, mentre le voci bianche sono guidate da Alberto de Sanctis. A dare voce ai molteplici registri espressivi della partitura di Orff sono il soprano Alessandra Marianelli, il baritono Thomas Lehman e il giovane controtenore Ivan Borodulin.

Un controcanto visivo firmato Anagoor

Ad accompagnare l’esecuzione musicale c’è l’opera audiovisiva ideata da Anagoor, compagnia italiana riconosciuta sulla scena internazionale per un linguaggio che intreccia arti figurative, teatro, cinema e tecnologie digitali. Pensata come un controcanto visivo ai Carmina Burana, la video-installazione disegna un percorso costruito intorno ai grandi temi evocati dall’opera: il destino, il potere, il tempo, la natura, la violenza, l’amore e la fragilità della condizione umana.

Il concept di Anagoor intreccia materiali originali realizzati dalla compagnia nel corso degli anni e ricomposti in una nuova architettura, accostati ad alcune sequenze tratte da Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone e ai filmati amatoriali in 16 millimetri girati da Eva Braun al Berghof, la residenza alpina di Hitler. Su questi frammenti di memoria storica e culturale prende forma un nuovo tessuto narrativo dove immagine e testo dialogano con la musica, ora invitando a uno sguardo meditativo, ora restituendo una percezione straniata della realtà. Come nella raccolta medievale, anche nell’opera audiovisiva convivono rovina e rinascita, rito e festa, eros e sacrificio.

Le sei stazioni di Fortuna

Il percorso registico segue le sezioni della partitura. Dal dominio della Fortuna Imperatrix Mundi, sotto il cui segno si apre e si chiude il racconto, emerge una riflessione sul destino dei grandi imperi e sulla precarietà di ogni potere. Con Primo vere la rovina lascia spazio alla forza rigeneratrice della natura, mentre in Uf dem Anger il quotidiano, la comunità e il paesaggio, evocati anche attraverso i filmati del Berghof, rivelano progressivamente l’ombra della propaganda e della violenza. Il viaggio prosegue con In taberna, dove il rito della festa si trasforma in eccesso e il desiderio di oblio accompagna il piacere, per approdare a Cour d’amour, in cui l’amore si manifesta come spazio di scelta, rischio e abbandono. In Blanziflor et Helena la bellezza del volto umano si oppone alla distruzione della storia, prima che il ritorno di Fortuna Imperatrix Mundi ricomponga il ciclo: ciò che sembrava eterno si consuma, il potere cade e la ruota della Fortuna riprende il suo incessante movimento.

Orff e la raccolta medievale

Composti da Carl Orff a metà degli anni Trenta del Novecento, i Carmina Burana nascono dall’incontro fra una scrittura musicale di straordinaria immediatezza e una raccolta di testi medievali dedicati all’amore, alla primavera, al vino, alla fortuna e alla caducità dell’esistenza. Dall’irresistibile energia di O Fortuna fino alle pagine più liriche e contemplative, l’opera costruisce un grande affresco corale che continua a conquistare il pubblico per la sua potenza espressiva e comunicativa.

Informazioni e biglietti

Rappresentazione unica: venerdì 31 luglio 2026, ore 21.00 – Circo Massimo, Roma.
Biglietti: online su operaroma.it e presso il botteghino del teatro negli orari di apertura.

Martina Moretti

Torna in alto