Ha lasciato il lavoro di geometra per inseguire la voce, e oggi è uno dei bassi italiani più richiesti dai grandi teatri, dal Metropolitan alla Scala. Roberto Tagliavini — da non confondere con gli storici tenori Ferruccio e Franco Tagliavini, cui non è legato da alcuna parentela — ha costruito una carriera internazionale sul repertorio rossiniano, sul belcanto e sul primo Verdi. Ecco il suo ritratto.
Chi è
Nato a Parma nel 1976, Tagliavini arriva al canto per una strada tutt’altro che lineare: diplomato geometra e con un impiego a tempo pieno, decide di licenziarsi per dedicarsi alla musica dopo un’audizione con Carlo Bergonzi, che lo incoraggia allo studio. Si perfeziona con il baritono Romano Franceschetto e nel 2004 ottiene il terzo premio al Concorso lirico internazionale «Antonio Bacchelli» di Livorno. Il debutto avviene al Teatro Regio della sua città in ruoli di fianco, prima della progressiva ascesa verso le grandi parti.
La voce e il repertorio
Voce scura, sonora e autorevole, dal fraseggio solenne, Tagliavini — catalogato dai teatri come basso, ma da lui stesso definito basso-baritono — predilige il Rossini serio e buffo, il belcanto e il primo Verdi. In ambito rossiniano ha cantato Selim (Il turco in Italia), Mustafà (L’italiana in Algeri), Alidoro (Cenerentola) e Basilio (Il barbiere di Siviglia); nel belcanto spiccano Raimondo (Lucia di Lammermoor) e Oroveso (Norma). Il fronte verdiano comprende Zaccaria (Nabucco), Banco (Macbeth), il ruolo del titolo in Attila e Filippo II del Don Carlo, mentre il repertorio francese lo vede Méphistophélès nel Faust ed Escamillo nella Carmen. Frequenta con successo anche Mozart, da Leporello — debuttato alla Royal Opera House nel 2019 — al Figaro delle Nozze.
I teatri e i riconoscimenti
Il debutto al Metropolitan Opera di New York, come Colline nella Bohème nel 2016, apre la fase pienamente internazionale della carriera. Da allora Tagliavini è tornato con regolarità nei maggiori teatri del mondo: Scala, Opéra de Paris, Royal Opera House, Teatro Real di Madrid, Staatsoper di Vienna e di Monaco, Opernhaus di Zurigo, Lyric Opera di Chicago e Festival di Salisburgo, oltre all’Arena di Verona. Tra i registi con cui ha lavorato figurano Kasper Holten e Stefano Poda, autore del suo recente Nabucco areniano.
Dove ascoltarlo
Nella primavera 2026 Roberto Tagliavini è tra i solisti del Requiem di Verdi diretto da Myung-Whun Chung all’Accademia di Santa Cecilia, accanto ad Ailyn Pérez, Ekaterina Semenchuk e René Barbera. Nell’autunno dello stesso anno torna alla Royal Opera House per il Don Giovanni. Per ritrovare due dei suoi ruoli-simbolo, rimandiamo alle nostre guide allo streaming del Nabucco e del Don Carlo.
