C’è un’attesa che sa di rito, quando una partitura come il Requiem di Mozart si prepara a risuonare in uno spazio archeologico che ha già ascoltato tanto silenzio e tanto tempo. Venerdì 24 luglio alle 21, la rassegna Santa Cecilia Classica Estate propone alla Basilica di Massenzio, nel Parco Archeologico del Colosseo, uno dei vertici assoluti della storia della musica. Sul podio di Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna dopo tre anni di assenza Jérémie Rhorer, con il coro istruito da Andrea Secchi.
Ad affiancare le compagini ceciliane sarà un cast vocale di prima grandezza internazionale: il soprano cinese Mei Gui Zhang, la mezzosoprano italo-tedesca Anna Doris Capitelli, il tenore Duke Kim — vincitore del secondo premio a Operalia 2022 — e il basso francese Guilhem Worms. In programma, senza intervallo, il mottetto Ave Verum e il Requiem K 626.
Un ritorno che vale mezzo secolo
La serata segna un ritorno importante: Santa Cecilia non calcava le pietre di Massenzio da quarantasette anni. Il nuovo allestimento temporaneo è firmato dallo Studio Internazionale Alvisi Kirimoto e si innesta con precisione sul palco polifunzionale realizzato nell’ambito del recente intervento di riqualificazione del sito, pensato al tempo stesso come piazza per i visitatori e dispositivo scenico per grandi eventi. La Basilica è raggiungibile dal Clivo di Venere Felice, nei pressi della fermata Colosseo della Metro B.
Il mistero del Requiem, dalla leggenda al cinema
Il Requiem resta l’ultimo capolavoro mozartiano e conserva ancora oggi un alone di mistero in cui la verità storica si fonde con la leggenda: la morte prematura del compositore — che lasciò la partitura incompiuta, poi terminata dall’allievo Franz Xaver Süssmayr — ha alimentato per secoli il mito dell’oscura committenza anonima e del presagio funebre. Una narrazione così potente da aver ispirato la celebre trasposizione cinematografica di Amadeus (1984) di Miloš Forman. Sebbene la pellicola si prenda alcune libertà rispetto alla figura reale del committente — il conte Franz von Walsegg — il fascino di quelle scene restituisce l’urgenza espressiva e il tormento creativo che permeano l’intera partitura. Ad aprire la serata sarà l’Ave Verum, mottetto composto da Mozart appena sei mesi prima della morte: una pagina brevissima, di trasparenza cristallina, che prepara il varco alla drammatica grandiosità del Requiem.
Jérémie Rhorer, mozartiano di razza
Rhorer è uno dei direttori più intriganti e versatili della sua generazione. Fondatore e direttore musicale di Le Cercle de l’Harmonie, con cui esplora da quasi vent’anni il repertorio del XVIII e XIX secolo su strumenti d’epoca e accordatura originale, è acclamato tanto come uno dei massimi interpreti mozartiani, quanto per il suo lavoro nel repertorio post-romantico e contemporaneo. Allievo di Thierry Escaich al Conservatorio di Parigi e vincitore del Premio Pierre Cardin, è anche un apprezzato compositore: la sua opera Papillon ha debuttato nel 2023 alla Philharmonie de Luxembourg.
Come direttore d’opera, ha guidato produzioni alla Staatsoper di Vienna, alla Bayerische Staatsoper, all’Opéra National de Lyon, a La Monnaie di Bruxelles, all’Opera Nazionale Olandese, al Teatro Real di Madrid e all’Opera di Zurigo. È stato per molti anni il principale direttore mozartiano al Festival di Aix-en-Provence, si è esibito a Glyndebourne, Salisburgo, ai BBC Proms, al Festival di Edimburgo. In Italia è tornato a Torino con l’Hamlet di Ambroise Thomas per il Regio nella stagione 2024/25.
Informazioni pratiche
Venerdì 24 luglio, ore 21 — Basilica di Massenzio, Clivo di Venere Felice. Concerto senza intervallo. Biglietti da 30 a 60 euro su santacecilia.it/massenzio.
