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La Paura va in Scena (e in Libreria): l’Opera di Roma esplora l’orrore con Britten e il nuovo numero di “Calibano”

L’opera lirica non è solo un museo di capolavori, ma può trasformarsi in una lente potente per interpretare il presente. Lo dimostra, ancora una volta, il Teatro dell’Opera di Roma, che prosegue il suo innovativo progetto editoriale “Calibano” legando il nuovo allestimento di *The Turn of the Screw* di Benjamin Britten a un’indagine culturale a tutto tondo sulla paura.

Dal 19 al 28 settembre, il palcoscenico del Teatro Costanzi si popolerà delle atmosfere spettrali e dell’orrore psicologico del capolavoro di Britten, affidato alla visione della regista di fama internazionale Deborah Warner. Ma l’inquietudine non si fermerà alla platea. In parallelo, dal 26 settembre arriverà in tutte le librerie il settimo numero della rivista “Calibano”, nata in collaborazione con la casa editrice effequ, intitolato proprio “The turn of the screw/dove abita la paura”.

Ma dove abita, oggi, la paura? Il magazine costruisce una vera e propria mappa del perturbante contemporaneo, partendo dalle suggestioni dell’opera per spaziare in territori inaspettati. All’interno, si crea un dialogo sorprendente tra il gotico e il digitale, l’arte e la cronaca nera. I saggi in programma spaziano da un’analisi del cult *L’esorcista* agli incubi pittorici di Goya, dal fenomeno degli ologrammi delle pop star defunte che tornano in concerto fino a una riflessione sulla narrazione mediatica dei casi di cronaca nera, con una testimonianza d’eccezione del giornalista Stefano Nazzi, autore del celebre podcast *Indagini*.

Il progetto editoriale, diretto da Paolo Cairoli, si conferma così uno dei più coraggiosi e intellettualmente stimolanti nel panorama lirico italiano. Non si tratta di un semplice programma di sala esteso, ma di un vero e proprio volume monografico che connette il teatro d’opera ai dibattiti più attuali. L’ambizione del progetto è evidente anche dalla caratura dei suoi collaboratori: questo numero ospita infatti una rara intervista allo scrittore statunitense George Saunders, vincitore del Booker Prize, e un racconto inedito della scrittrice Letizia Muratori. Un’ulteriore nota di modernità è data dalle illustrazioni, interamente realizzate dall’artista canadese Oona Ode tramite un software di intelligenza artificiale.

Per chi volesse un’anteprima di questo affascinante cortocircuito tra opera, letteratura e attualità, l’appuntamento è per mercoledì 17 settembre alle 17.00, quando la Sala Grigia del Teatro ospiterà la presentazione ufficiale con la regista Deborah Warner, introdotta dalla scrittrice Premio Campiello Giulia Caminito. Un’occasione per capire come, partendo da una storia di fantasmi scritta nel 1954, si possa ancora parlare di noi e delle nostre paure più profonde.

Martina Moretti

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