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Brahms e la magia dell’Olimpico: Vicenza in Lirica alza il sipario sulla sua tredicesima edizione

Una partitura che è consolazione e meditazione universale sul dolore e sulla speranza. Un luogo che è un capolavoro assoluto dell’architettura mondiale. Con l’unione di questi due elementi, Vicenza si prepara a vivere una serata inaugurale di rara intensità: sabato 6 settembre, il capolavoro sacro di Johannes Brahms, *Ein deutsches Requiem*, risuonerà tra le antiche scene del Teatro Olimpico, dando il via alla tredicesima edizione del Festival Vicenza in Lirica.

L’evento, attesissimo e già prossimo al tutto esaurito, si preannuncia come uno dei momenti culminanti della stagione musicale veneta. Sul podio, a guidare l’Orchestra del Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, ci sarà il maestro Marco Titotto. A lui il compito di tessere le complesse trame di un Requiem che, a differenza della tradizione liturgica cattolica, si rivolge direttamente all’uomo, offrendo conforto ai vivi più che pregare per i defunti. Le voci soliste saranno affidate al soprano Claudia Pavone e al baritono Said Gobechiya, mentre la potente massa corale sarà quella del Coro “Kairos Vox”, istruito da Alberto Pelosin.

Ma l’inaugurazione di quest’anno ha un valore che trascende il singolo evento musicale. Incarna infatti alla perfezione il tema scelto dal direttore artistico Andrea Castello per il 2025: “Relazioni”. La presenza dell’Orchestra del Conservatorio, per il secondo anno consecutivo protagonista della serata di apertura, non è una semplice scelta di programma, ma una dichiarazione d’intenti. Il festival si conferma come un vero e proprio ponte generazionale, un ecosistema virtuoso dove giovani musicisti in formazione hanno l’opportunità di misurarsi con un repertorio monumentale in un contesto di prestigio internazionale, fianco a fianco con professionisti affermati.

Questa rete di connessioni, come sottolinea lo stesso Castello, è la vera forza motrice della rassegna. «È una gioia vedere crescere questo progetto insieme alle istituzioni, agli sponsor, ai giovani artisti e al nostro pubblico», ha commentato il direttore artistico, esprimendo soddisfazione per le sinergie costruite con la città e oltre i suoi confini. La risposta del pubblico, con numerosi spettacoli che registrano il sold out, testimonia il successo di questa formula che unisce qualità artistica, valorizzazione del territorio e investimento sulle nuove energie creative.

L’esecuzione del Requiem tedesco sarà dunque solo la prima tappa di un viaggio che, fino al 21 settembre, trasformerà Vicenza in un palcoscenico a cielo aperto. Con un fitto calendario di opere, concerti ed eventi, il Festival è pronto a ribadire il suo ruolo di punto di riferimento nel panorama lirico, dove la tradizione dialoga con l’innovazione e dove le “relazioni” si trasformano, nota dopo nota, in pura emozione.

Martina Moretti

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