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L’OSN Rai tra Titani Sinfonici e Gemme Vocali: Un Cartellone 2025/2026 che Ammicca alla Lirica

Un fiume sinfonico imponente, ma costellato di isole vocali di rara preziosità. Si potrebbe riassumere così la nuova Stagione 2025/2026 dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, un cartellone che, pur rimanendo saldamente ancorato al grande repertorio orchestrale, sa lanciare più di un ammiccamento al mondo del teatro musicale e agli appassionati della voce.

Per chi vive di pane e melodramma, la domanda è lecita: dove si cela la voce in questo mare di sinfonie? La risposta è in una serie di appuntamenti strategici, sapientemente distribuiti dal direttore artistico Ernesto Schiavi. L’evento di maggiore richiamo popolare sarà senza dubbio il Concerto di Carnevale con i *Carmina Burana* di Orff, affidati alla bacchetta esperta di John Axelrod. Un’opera scenica che, anche in forma di concerto, scatena una potenza teatrale e corale irresistibile.

Ma le sorprese non finiscono qui. Il repertorio sacro offre due perle di assoluto interesse: per il Concerto di Pasqua, il giovane e lanciatissimo Giuseppe Mengoli dirigerà lo *Stabat Mater* di Vivaldi, offrendo il podio al controtenore Carlo Vistoli, una delle voci barocche più acclamate del momento, qui al suo atteso debutto con l’orchestra torinese. Nel periodo natalizio, invece, Ottavio Dantone accompagnerà il soprano Francesca Aspromonte nel virtuosistico mottetto *Exsultate, Jubilate* di Mozart, altro banco di prova fondamentale per qualsiasi voce lirica.

Particolarmente intrigante, poi, il dittico Mahler che vede protagonista il mezzosoprano Fleur Barron. In un primo concerto, sotto la guida del debuttante Emmanuel Tjeknavorian, darà voce ai *Fünf Lieder* di Alma Mahler, per poi tornare, diretta da Nicolò Umberto Foron, con i *Kindertotenlieder* del marito Gustav. Un dialogo a distanza, intimo e struggente, tra due anime complesse della Vienna fin de siècle, che promette un’intensità interpretativa da non perdere. A completare il quadro vocale, l’inaugurazione stessa della stagione vedrà il mezzosoprano Anke Vondung impegnata nel movimento con voce solista della monumentale Terza Sinfonia di Mahler, sotto la guida del direttore principale Andrés Orozco-Estrada.

Certo, il podio resta il regno dei titani. Il ritorno di Kirill Petrenko (il cui debutto italiano nel 2001 fu proprio con un memorabile *Rosenkavalier*) è un evento di per sé. La solida presenza del direttore emerito Fabio Luisi, che in chiusura di stagione dialogherà con la stella del pianoforte Beatrice Rana, e la programmazione coraggiosa di Robert Treviño (dalla monumentale Ottava di Bruckner alla prima italiana di John Adams) delineano una stagione di altissimo profilo.

Accanto ai grandi maestri e a solisti di fama mondiale, l’OSN Rai conferma la sua vocazione a investire sul futuro, presentando giovani bacchette di talento come Diego Ceretta e il già citato Foron.

In definitiva, la stagione 2025/2026 dell’Orchestra Rai si presenta come un viaggio musicale completo e sfaccettato. E se il cuore pulsante resta la grande architettura sinfonica, le incursioni nel mondo della voce sono tutt’altro che occasionali. Sono, al contrario, appuntamenti chiave, pensati con intelligenza, che rendono questo cartellone una tappa imprescindibile anche per il melomane più esigente, abituato a considerare la voce umana lo strumento più affascinante di tutti.

Martina Moretti

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