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Il Giro di Vite di Britten e l’Anatomia della Paura: L’Opera di Roma Svela il Nuovo ‘Calibano’

Il Teatro dell’Opera di Roma si prepara a scendere nelle profondità più oscure della psiche umana, e non solo dal palcoscenico. In occasione del nuovo, attesissimo allestimento di *The Turn of the Screw* di Benjamin Britten, firmato dalla celebre regista Deborah Warner, il Costanzi lancia il settimo numero della sua rivista di attualità culturale, «Calibano», con un tema tanto affascinante quanto inquietante: “dove abita la paura”.

Lungi dall’essere un semplice programma di sala, «Calibano», progetto editoriale realizzato in collaborazione con la casa editrice effequ, si conferma una piattaforma di riflessione audace e multidisciplinare. Il nuovo volume utilizza il capolavoro operistico di Britten, con le sue atmosfere sospese e i suoi spettri ambigui, come epicentro per un’indagine a 360 gradi sull’orrore e il perturbante nella cultura contemporanea.

La mappa del terrore tracciata da questo numero è vasta e sorprendente. Si spazia dalle possessioni cinematografiche de *L’esorcista* al *body horror* femminista, dagli incubi pittorici di Goya fino ai fantasmi digitali della musica pop, con ologrammi di star defunte che tornano a esibirsi sul palco. Il viaggio tocca anche il mito intramontabile del Fantasma dell’Opera, analizzato dal musicologo Nicolò Palazzetti, e le morbose mode della parure funebre ottocentesca.

A impreziosire il volume, firme di eccezionale prestigio che traghettano la discussione ben oltre i confini del melodramma. Spicca un’intervista esclusiva allo scrittore statunitense George Saunders, vincitore del Booker Prize, che dialoga con il direttore della rivista Paolo Cairoli. Accanto a lui, una testimonianza del giornalista Stefano Nazzi, voce iconica del podcast *Indagini*, che svela i meccanismi della narrazione della cronaca nera sui media moderni, e un racconto inedito di Letizia Muratori. Un tocco di modernità perturbante è dato dalle illustrazioni, compresa la copertina, realizzate dall’artista canadese Oona Ode tramite un software di intelligenza artificiale, quasi a suggerire nuove, inesplorate forme di inquietudine.

Tutto questo ruota attorno al nucleo incandescente di *The Turn of the Screw*, opera da camera che Warner porterà in scena al Costanzi dal 19 al 28 settembre. La scelta del tema non è casuale: l’opera di Britten, basata sul racconto di Henry James, è un magistrale saggio sulla labilità del confine tra reale e soprannaturale, tra percezione e follia.

Per svelare in anteprima questa costellazione di riflessioni, il Teatro dell’Opera ha fissato un incontro pubblico per mercoledì 17 settembre alle ore 17.00. Introdotto dalla scrittrice Giulia Caminito, l’evento vedrà la partecipazione della stessa regista Deborah Warner, degli autori Claudio Strinati, Fabiana Giacomotti e Carmen Gallo. Un’occasione imperdibile per capire come, ancora una volta, l’opera lirica possa diventare una lente potentissima per leggere le nostre paure più profonde. Con «Calibano», il Teatro dell’Opera di Roma si conferma non solo un tempio della lirica, ma un vivace agitatore culturale, capace di costruire ponti tra il grande repertorio e le domande più urgenti del nostro presente.

Martina Moretti

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