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A Bologna, il Titano è un giovane direttore: Giuseppe Mengoli debutta tra Mahler e Brahms

La stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna riparte dopo la pausa estiva con un evento di grande richiamo, un concerto che intreccia la freschezza di un talento nascente con la monumentalità di due giganti del repertorio tardo-romantico. Martedì 16 settembre, il podio dell’Orchestra del TCBO all’Auditorium Manzoni vedrà il debutto bolognese di Giuseppe Mengoli, giovane bacchetta sulla cui carriera si sono accesi i riflettori internazionali.

Classe 1993, Mengoli non è un nome qualunque. La sua recente e prestigiosa vittoria al Concorso Mahler di Bamberga nel 2023 lo ha consacrato come uno dei direttori più promettenti della sua generazione, proiettandolo alla guida di orchestre di altissimo livello, dai Wiener Symphoniker all’Orchestra della Suisse Romande. La sua è una figura di musicista completo – violinista, compositore, polistrumentista – la cui profonda intelligenza musicale trova ora a Bologna un banco di prova tanto affascinante quanto impervio.

Il programma della serata si articola in un dittico di straordinaria potenza. Si apre con il Doppio Concerto in la minore op. 102 di Johannes Brahms, ultima fatica sinfonica del compositore amburghese. Un’opera crepuscolare, complessa, che trasforma il virtuosismo in un dialogo intimo e serrato tra i due strumenti solisti e l’orchestra. A dar voce a questa conversazione musicale saranno due solisti d’eccezione, già applauditi ospiti del Comunale: il violinista Marco Rizzi, elogiato da figure come Abbado e Accardo, e il violoncellista Enrico Bronzi, anima del Trio di Parma e solista di fama mondiale. La loro esperienza e maturità artistica sono la garanzia per un’interpretazione di profondo spessore.

Il cuore pulsante del concerto sarà però la Sinfonia n. 1 in re maggiore “Il Titano” di Gustav Mahler. Più che una sinfonia, un’epopea sonora, un viaggio che parte da un “suono di natura” primordiale per esplodere in una fanfara finale di travolgente energia. Scritta da un Mahler appena ventiquattrenne, quest’opera-mondo, con il suo organico imponente e le sue audaci cifre stilistiche, sembra fatta su misura per il debutto di un giovane direttore che ha già dimostrato una particolare affinità con l’universo mahleriano. L’attesa è tutta per vedere come la visione di Mengoli si confronterà con questa partitura titanica, che racconta l’eterna lotta dell’individuo-eroe con il mondo.

L’appuntamento bolognese si preannuncia dunque come un momento chiave, un ponte tra la maestria consolidata dei solisti e l’energia di una nuova generazione direttoriale, il tutto nel segno di un programma che promette emozioni intense e grandi suggestioni.

Martina Moretti

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