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Padova, la Lirica 2025: L’eros a fumetti di Manara per Mozart e una Carmen operaia per Bizet

Il sipario sta per alzarsi sul cuore della Stagione Lirica di Padova 2025. Dopo l’anteprima estiva che ha animato Piazza Eremitani, lo storico Teatro Verdi si prepara ad accogliere un cartellone che intreccia i grandi classici del repertorio con visioni artistiche audaci e contemporanee. La stagione promette scintille con due nuove produzioni di grande richiamo: il \”Così fan tutte\” di Mozart, riletto attraverso il segno inconfondibile del maestro del fumetto Milo Manara, e la \”Carmen\” di Bizet, trasposta in una chiave industriale per celebrarne il 150° anniversario. A suggellare il calendario, l’immancabile Concerto di Capodanno.

Il primo appuntamento, il 16 novembre, è con \”Così fan tutte\”. La regia di Stefano Vizioli si avvale di una collaborazione d’eccezione, affidando scene e costumi a Milo Manara. Il suo celebre stile erotico e raffinato darà forma all’intrigo amoroso del libretto di Da Ponte attraverso pannelli decorativi mobili, concepiti per evocare gli affreschi mitologici delle dimore nobiliari del Settecento. Una scelta che punta a esaltare la dimensione da commedia del capolavoro mozartiano, incorniciando la vicenda degli amanti in un gioco di seduzione e inganni dall’estetica ricercata. A dirigere l’Orchestra di Padova e del Veneto sarà Jordi Bernàcer, mentre il cast vanta voci di calibro internazionale come Irina Lungu nel ruolo di Fiordiligi e Lucio Gallo in quello del cinico Don Alfonso.

A fine dicembre (con recite il 28, 29 e 31), i riflettori si accenderanno su \”Carmen\”, in occasione del duplice anniversario della prima rappresentazione e della scomparsa del suo autore, Georges Bizet. Il regista e scenografo Filippo Tonon abbandona l’iconografia folcloristica per ambientare la vicenda durante la Seconda Rivoluzione Industriale. Questa rilettura ci consegna una Carmen non più gitana stereotipata, ma operaia, una figura terrena e materica, inserita nel contesto produttivo e sociale di fine Ottocento. Una scelta che promette di svelare nuove profondità nel personaggio, spogliandolo del pittoresco per restituirne una cruda e potente realtà. La direzione musicale è affidata a Marco Angius, interprete noto per il suo acume analitico, mentre nel ruolo della protagonista vedremo Caterina Piva, affiancata da un cast di primo piano.

La stagione si concluderà, come da tradizione, il primo gennaio 2026 con il festoso Concerto di Capodanno. Un doppio spettacolo per salutare il nuovo anno sulle note dell’Orchestra di Padova e del Veneto, guidata dalla bacchetta del giovane ma già affermato Matteo Dal Maso. Il programma spazierà dalle più celebri arie d’opera e operetta ai classici valzer di Strauss, impreziosito dalle voci del tenore di fama mondiale Paolo Fanale e del soprano Julia Muzychenko.

La Stagione Lirica 2025 si preannuncia dunque come un viaggio attraverso capolavori senza tempo, riletti con coraggio e originalità. Dalla sensualità settecentesca filtrata dall’arte di Manara al crudo realismo di una Carmen operaia, il Teatro Verdi offre una programmazione capace di dialogare con il presente, confermando Padova come un centro vibrante e innovativo nel panorama lirico nazionale.

Martina Moretti

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