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Doppio anniversario a Villa Medici: i 70 anni del duo Canino-Ballista nel segno di Ravel

La musica ha il potere di segnare il tempo, ma anche di celebrarlo. E quando gli anniversari si intrecciano, l’evento diventa storia. È quanto accadrà il prossimo 1° ottobre nella cornice mozzafiato dell’Accademia di Francia a Roma, dove due leggende del pianismo italiano, Bruno Canino e Antonio Ballista, festeggeranno i loro 70 anni di sodalizio artistico. Un traguardo monumentale, celebrato con un concerto che è a sua volta un omaggio: l’esecuzione dell’integrale per due pianoforti e quattro mani di Maurice Ravel, nel 150° anniversario della sua nascita.

Canino e Ballista non sono semplicemente un duo pianistico; sono una pietra miliare della storia musicale del secondo Novecento. Il loro incontro, avvenuto nel 1955 tra i banchi del Conservatorio di Milano, ha dato vita a una delle collaborazioni più longeve e influenti della scena internazionale. Pionieri instancabili della “Neue Musik”, hanno avuto il merito di diffondere le opere delle avanguardie, diventando interlocutori privilegiati di compositori come Luciano Berio, che dedicò loro il suo celebre Concerto per due pianoforti, eseguito in prima mondiale a New York sotto la bacchetta di Pierre Boulez. La loro carriera è un firmamento di collaborazioni illustri, da Abbado a Muti, da Stockhausen a Cage, testimoniando un’insaziabile curiosità intellettuale e un rigore esecutivo che, a settant’anni di distanza, non ha perso un grammo del suo smalto.

Per l’occasione, la scelta di Ravel non è casuale. Il programma, che include capolavori come *Ma mère l’Oye*, *Rapsodie Espagnole* e la vertiginosa *La Valse*, rappresenta una summa della scrittura pianistica del genio francese, un perfetto banco di prova per l’intesa quasi telepatica del duo. Ma c’è di più. La scelta della location, Villa Medici, aggiunge un suggestivo contrappunto narrativo, quasi un riscatto poetico.

Fu proprio l’Accademia di Francia, che ha sede nella villa, a negare per ben cinque volte a un giovane Ravel l’ambito *Prix de Rome*. Il suo ultimo, fallimentare tentativo nel 1905 scatenò un enorme scandalo (“l’affaire Ravel”) che mise in discussione i criteri conservatori del premio, portando a una profonda riforma dell’istituzione. Oggi, a 150 anni dalla sua nascita, la musica di Ravel non solo risuona trionfalmente in quel luogo che gli fu ostile, ma lo fa attraverso le mani di due interpreti che incarnano quella stessa spinta verso il futuro che il compositore francese rappresentava.

Quello del 1° ottobre non sarà dunque un semplice concerto, ma un evento denso di significati: la celebrazione di una carriera ineguagliabile, l’omaggio a un compositore che ha ridefinito la modernità e la chiusura di un cerchio storico. Un appuntamento imperdibile per chiunque creda che la grande musica sia, prima di tutto, un dialogo ininterrotto tra passato, presente e futuro.

Martina Moretti

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