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Il Pergolesi di Jesi Scommette sull’Arte: Una Stagione Lirica da Guardare, Prima che da Ascoltare

La stagione lirica 2025 del Teatro Pergolesi di Jesi si annuncia non solo come un evento musicale, ma come una coraggiosa dichiarazione culturale. Abbandonando le convenzioni della promozione tradizionale, il teatro marchigiano sceglie di affidare la propria immagine a un maestro dell’illustrazione, Roberto Catani, trasformando ogni locandina in un portale emotivo verso le opere in cartellone. È una scommessa sulla sinergia tra le arti, un invito a guardare la musica prima ancora di ascoltarla, in un programma che bilancia sapientemente classici intramontabili, riscoperte barocche e un’audace prima assoluta.

Il cuore di questa rivoluzione visiva pulsa nell’atelier di Roberto Catani. L’artista jesino, celebre per i suoi cortometraggi d’animazione acclamati a livello internazionale, ha tradotto in immagini le anime delle opere in programma. Utilizzando tecniche materiche come Oilbar, gesso e pastello, Catani non descrive, ma evoca. Le sue quattro illustrazioni originali diventano narrazioni parallele, microcosmi di carta che anticipano i drammi e le passioni che si consumeranno sul palco. Questo approccio, sviluppato con il progetto grafico di Toni di Grigio, eleva la comunicazione a vera e propria curatela artistica, dove lo spettatore è chiamato a un ruolo attivo di interprete fin dal primo sguardo.

Il cartellone si dipana come un viaggio attraverso la storia del melodramma. L’inaugurazione del 17 ottobre è affidata all’immortale Don Giovanni di Mozart, in una coproduzione europea che vedrà protagonisti giovani talenti under 35, sia nel cast che nell’orchestra Time Machine Ensemble. A novembre, il teatro rende omaggio al suo nume tutelare con la messa in scena de L’Olimpiade di Giovanni Battista Pergolesi, un gioiello del barocco presentato nell’edizione critica della Fondazione Pergolesi Spontini. Segue il grande classico pucciniano, La bohème, in un allestimento di respiro internazionale proveniente dall’Opéra-Théâtre de l’Eurométropole de Metz, in scena a dicembre.

Ma l’elemento di maggiore rottura è senza dubbio la prima esecuzione assoluta de Il giudizio di Paride. Processo a un deicida. Su libretto di Fabio Ceresa e musica del compositore italo-americano Paolo Marchettini, l’opera trasforma il teatro in un’aula di tribunale mitologico dove gli dèi accusano e difendono Paride. In una mossa di teatro partecipativo, la sentenza finale sarà affidata al pubblico, chiamato a decidere le sorti dell’eroe. A chiudere la stagione, il 29 dicembre, sarà la danza con Romeo e Giulietta, un balletto su musiche di Tchaikovsky portato in scena dal Balletto di Milano.

Questa programmazione si inserisce in una filosofia che la direzione artistica definisce “Slow Opera”. Un modello produttivo che valorizza l’artigianalità dei laboratori interni di scenografia e sartoria (“a km zero”), la sostenibilità delle messe in scena e la crescita di nuove generazioni di artisti. La 58ª stagione del Teatro Pergolesi non è, quindi, una semplice sequenza di spettacoli, ma un progetto organico che intreccia tradizione e innovazione, confermando Jesi come un laboratorio unico nel panorama lirico nazionale, capace di creare cultura in modo profondo, sostenibile e visivamente memorabile.

Martina Moretti

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