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Un universo in musica: Orozco-Estrada e la Rai celebrano il ritorno della Terza di Mahler

Un’attesa lunga 26 anni sta per concludersi. L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai si appresta a inaugurare la sua stagione 2025/2026 con un evento che si preannuncia memorabile: l’esecuzione della Sinfonia n. 3 in re minore di Gustav Mahler. Un’opera-mondo che mancava dai programmi della compagine torinese dal lontano maggio 1999, quando fu diretta da un indimenticato Giuseppe Sinopoli. Giovedì 9 ottobre, l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino diventerà il tempio di questo rito musicale, sotto la guida sicura del Direttore principale Andrés Orozco-Estrada.

Più che una sinfonia, la Terza di Mahler è un’autentica cosmogonia sonora. Composta tra il 1895 e il 1896, rappresenta il tentativo del compositore di racchiudere l’intero creato in musica, da una primordiale e potente natura panica fino all’elevazione spirituale dell’amore divino. “La mia Sinfonia sarà qualcosa che il mondo non ha ancora udito,” scrisse lo stesso Mahler, e l’architettura colossale della partitura ne è la prova. Con i suoi sei movimenti e una durata che supera i 90 minuti, la sinfonia impegna un organico orchestrale imponente, cui si aggiungono la voce solista di un mezzosoprano e due cori, per un totale di 164 artisti sul palco.

A dare vita a questo affresco monumentale sarà la bacchetta di Andrés Orozco-Estrada. Il direttore colombiano, che ha consolidato un rapporto profondo con l’orchestra Rai, è una garanzia di eccellenza, con alle spalle collaborazioni con le più prestigiose orchestre del mondo, dai Wiener ai Berliner Philharmoniker. La sua imminente nomina a Generalmusikdirektor della città di Colonia non fa che confermare il suo status nel gotha della direzione d’orchestra. Per affrontare le complesse pagine vocali della sinfonia, Orozco-Estrada sarà affiancato da un cast di prim’ordine: il mezzosoprano tedesco Anke Vondung, al suo debutto con l’OSN Rai, darà voce al suggestivo Lied tratto da “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche nel quarto movimento, mentre al Coro Maghini e al Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino è affidato il compito di evocare il festoso scampanio degli angeli nel quinto.

Il concerto inaugurale non è solo un appuntamento per il pubblico torinese, ma un evento culturale di portata nazionale, grazie alla diretta su Radio3 e alla trasmissione in prima serata su Rai5. È l’occasione per riscoprire un capolavoro che, attraverso un percorso che va dal risveglio della natura alla contemplazione celeste dell’ultimo, lentissimo Adagio, interroga l’ascoltatore sul suo posto nell’universo. Un’esperienza musicale totalizzante, che promette di essere uno dei momenti più alti della stagione sinfonica italiana.

Martina Moretti

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