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“Don Giovanni” a Jesi: un capolavoro senza tempo che abbraccia l’inclusività e i giovani

Il sipario del Teatro Pergolesi di Jesi si prepara a salire su una nuova, entusiasmante stagione lirica, la 58esima della sua prestigiosa storia. A inaugurare il cartellone, venerdì 17 e domenica 19 ottobre, sarà il “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, un’opera che non smette mai di interrogare e affascinare. Ma non si tratta di una semplice riproposizione del capolavoro: la Fondazione Pergolesi Spontini ha orchestrato un evento che pone al centro l’accessibilità e il coinvolgimento delle nuove generazioni, trasformando un classico della lirica in un’esperienza culturale aperta a tutti.

La visione della Fondazione è chiara: abbattere ogni barriera. In quest’ottica, la rappresentazione domenicale del “Don Giovanni” sarà un modello di inclusività grazie al progetto “Opera accessibile”. In collaborazione con AXESS, sono stati predisposti servizi di audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti e sopratitoli specifici per il pubblico sordo. L’esperienza sarà arricchita da percorsi multisensoriali alla scoperta dell’opera prima dello spettacolo e, su richiesta, da un servizio di interpretariato in Lingua dei Segni Italiana (LIS). Un impegno concreto per rendere la magia del teatro un patrimonio realmente condiviso.

Grande attenzione è rivolta anche al pubblico di domani. Mercoledì 15 ottobre, il teatro aprirà le sue porte ai più giovani con un’anteprima speciale, riservata agli studenti e ai partecipanti del progetto formativo “Musicadentro”. Per il pubblico di ogni età, invece, il direttore artistico Cristian Carrara guiderà gli spettatori nell’universo mozartiano con due appuntamenti di “Guida all’opera”: uno in streaming online, l’altro in presenza nelle Sale Pergolesiane prima di ogni recita, per arrivare preparati all’ascolto.

Questa nuova produzione, frutto di una collaborazione tra importanti teatri europei, porta in scena un cast internazionale prevalentemente under 35, a testimonianza della vitalità che anima il progetto. La direzione è affidata alla bacchetta dell’esperto maestro americano Arthur Fagen, mentre la regia di Paul-Émile Fourny promette di esaltare la complessità di un’opera definita da Wagner “l’Opera delle Opere”. Ad accompagnare i giovani talenti vocali sarà la Time Machine Ensemble, l’orchestra giovanile nata in seno alla stessa Fondazione, simbolo di un ponte ideale tra la grande tradizione e il futuro della musica colta.

Martina Moretti

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