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Un Elisir moderno per curare antiche ferite: la stagione della Haydn si apre con la visione di Roberto Catalano

La stagione lirica 2025/26 della Fondazione Haydn di Bolzano e Trento si preannuncia come un viaggio audace tra tradizione e innovazione, e il suo biglietto da visita non potrebbe essere più emblematico. Ad inaugurare il cartellone, venerdì 7 novembre 2025 al Teatro Comunale di Bolzano, sarà *L’elisir d’amore* di Gaetano Donizetti, un titolo tra i più amati del repertorio buffo, qui riletto in una luce inedita e profondamente psicologica dal regista Roberto Catalano.

L’operazione, una prestigiosa coproduzione con la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, promette di andare oltre la superficie giocosa del libretto di Felice Romani. Catalano, infatti, sceglie di trasportare la vicenda dal bucolico villaggio ottocentesco a un parco urbano contemporaneo. Un’ambientazione che non è puro vezzo estetico, ma il palcoscenico di un dramma interiore. Il regista svela una Adina segnata da una “ferita antica”, un tradimento infantile che l’ha resa diffidente verso l’amore e i sentimenti. La sua celebre ritrosia non è più capriccio, ma una corazza costruita per autodifesa.

In questo contesto, anche le figure di Nemorino e Dulcamara assumono nuovi contorni. Il ciarlatano non è un semplice imbonitore, ma un artista di strada che, con lo stratagemma del finto elisir – nient’altro che comune acqua di fontana – invita un’umanità “ingrigita” e schiacciata dalla routine a riscoprire la forza liberatoria del gioco e dell’immaginazione. L’elisir diventa così una metafora del coraggio di affidarsi di nuovo, di abbattere le proprie barriere.

A guidare l’Orchestra Haydn in questa intrigante lettura ci sarà Alessandro Bonato, al suo debutto ufficiale come Direttore principale. Un battesimo importante per il giovane e già acclamato direttore veronese, che segna l’inizio del suo percorso alla testa della compagine orchestrale. La sua direzione sarà chiamata a dialogare con la visione registica, valorizzando le infinite sfumature di una partitura che sa essere tanto spumeggiante quanto malinconica.

Il cast vocale, selezionato dalla casting manager Clarry Bartha, affianca giovani talenti a veterani del palcoscenico. L’impervia Adina sarà interpretata dal soprano Lucrezia Drei, mentre il timido e tenace Nemorino avrà la voce del tenore Matteo Roma. A completare il quartetto dei protagonisti saranno il baritono Hae Kang nel ruolo del baldanzoso sergente Belcore e un nome di assoluto riferimento per il ruolo, il baritono Roberto de Candia, che vestirà i panni di Dulcamara. Gabriella Ingenito sarà Giannetta.

L’impianto visivo, fondamentale per dare corpo all’idea di un parco urbano come luogo dell’anima, è affidato alle scene di Emanuele Sinisi, ai costumi di Ilaria Ariemme e al lighting design di Oscar Frosio.

Con questa produzione, la Fondazione Haydn non si limita a inaugurare una stagione, ma lancia una dichiarazione d’intenti: esplorare i capolavori del passato con uno sguardo rivolto al presente, interrogandoli per trovare risposte alle nostre inquietudini contemporanee. Un *Elisir d’amore* che non promette solo sorrisi, ma anche una profonda e catartica riflessione sulla capacità dell’arte – e forse dell’amore – di curare le ferite.

Martina Moretti

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