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Mattia Olivieri, la Voce di Maranello che Conquista il Mondo

La lirica italiana ha un nuovo ambasciatore che sta incantando le platee internazionali: Mattia Olivieri, baritono originario di Maranello, la cui carriera è in una fase di ascesa inarrestabile. Attualmente acclamato protagonista alla Wiener Staatsoper, uno dei templi mondiali della musica, Olivieri sta raccogliendo applausi nel “Don Giovanni” di Mozart, confermando il suo status di eccellenza nel panorama operistico contemporaneo.

Ma Vienna è solo una tappa di un’agenda fittissima che lo vede proiettato sui più prestigiosi palcoscenici globali. Dopo l’impegno viennese, che lo vedrà anche nella “Lucia di Lammermoor”, il baritono modenese si prepara a un nuovo, importante debutto: l'”Eugenio Onegin” di Čajkovskij a Valencia nel gennaio 2026. La sua fama lo precede e i teatri se lo contendono: dal Real di Madrid con “I masnadieri” di Verdi, alla Staatsoper di Amburgo con il suo cavallo di battaglia, “Il Barbiere di Siviglia”. Un vero e proprio giro del mondo in musica, che testimonia una versatilità e un talento rari.

A 41 anni, Olivieri vive la sua piena maturità artistica. La scorsa stagione è stata un tour de force che lo ha visto interpretare ben 14 ruoli diversi, con otto debutti, tra cui spicca l’audace e apprezzatissimo “Il prigioniero” di Dallapiccola a Roma. Questa capacità di spaziare tra repertori diversi, dal belcanto donizettiano ai capolavori verdiani e mozartiani, fino alle complesse partiture del Novecento, è il segno di un artista completo e consapevole dei propri mezzi vocali e interpretativi.

Dietro il successo e i continui viaggi, emerge però il lato umano dell’artista. Nonostante una carriera che lo porta costantemente lontano, il cuore di Mattia Olivieri resta legato alla sua terra e alla sua famiglia. “Vorrei avere più tempo per tornare più spesso a casa dai miei”, confida, rivelando la nostalgia che accompagna una vita sotto i riflettori. Un legame con le radici che non si spezza, ma che anzi fortifica il suo percorso. A consolidare ulteriormente la sua caratura, è da poco disponibile l’incisione discografica della “Lucia di Lammermoor”, registrata al Teatro Bellini di Catania, che permette di apprezzare la sua voce anche al di fuori del teatro.

Mattia Olivieri rappresenta oggi uno dei vertici della scuola baritonale italiana, un talento che, pur volando alto sui palcoscenici del mondo, non dimentica le proprie origini. La sua è la storia di una passione diventata professione, di un successo costruito con studio rigoroso e una dedizione assoluta, portando con sé, in ogni acuto e in ogni applauso, un pezzo della sua Modena.

Martina Moretti

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