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Dicembre a Roma, un Trittico Musicale: Händel, la Polifonia Sacra e la Cura dell’Anima

A metà dicembre, la Capitale si trasforma in un palcoscenico privilegiato dove la grande musica, in particolare quella sacra e barocca, si declina in tre esperienze tanto diverse quanto complementari. Un trittico di appuntamenti che offre al pubblico un viaggio attraverso le molteplici anime della classicità: dalla grandiosità dell’oratorio monumentale all’intimità della liturgia, fino alla dimensione terapeutica e sociale del concerto. Tre eventi, tre luoghi, tre diverse missioni unite da un unico filo rosso: l’eccellenza musicale promossa o ospitata dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Il primo pannello di questo trittico è senza dubbio un evento di caratura mondiale. Domenica 14 dicembre, la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà l’esecuzione del *Messiah* di Händel. Più che un concerto, una vera e propria celebrazione affidata a interpreti che sono un punto di riferimento assoluto per questo repertorio: il Monteverdi Choir e gli English Baroque Soloists. Sotto la bacchetta di Christophe Rousset, clavicembalista e direttore di fama internazionale, questo capolavoro immortale, celebre per il suo solenne “Hallelujah”, promette un’esperienza di ascolto filologica e al contempo di travolgente impatto emotivo. Un cast di solisti di prim’ordine – Ana Vieira Leite, Sarah Connolly, Andrew Staples e William Thomas – completerà un quadro destinato a rimanere impresso nella memoria degli spettatori.

Contemporaneamente, lo stesso giorno, la musica sacra torna al suo luogo d’origine, la chiesa, con un progetto dal forte valore simbolico. Nella suggestiva Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, il Coro dell’Accademia, diretto da Andrea Secchi, accompagnerà la messa domenicale. L’iniziativa, fortemente voluta dal Sovrintendente Massimo Biscardi, mira a creare a Roma un’oasi di alta cultura musicale liturgica, sul modello delle grandi cattedrali europee. Attingendo al vasto patrimonio della Bibliomediateca ceciliana, il coro offrirà un percorso che spazia da Gounod alla polifonia del Novecento, restituendo alla funzione religiosa una dimensione di profonda bellezza artistica e spirituale. Un’occasione per vivere la musica non come spettacolo, ma come parte integrante di un rito secolare.

Il trittico si chiude lunedì 15 dicembre con un evento che porta la musica fuori dai teatri per farne strumento di conforto e condivisione. Nelle storiche Corsie Sistine di Borgo Santo Spirito, l’iniziativa “La cura dopo la cura” vedrà un ensemble di Professori di Santa Cecilia – tra cui il primo violino Carlo Maria Parazzoli – esibirsi per pazienti, familiari e personale sanitario. Il programma, con musiche di Bach e Vivaldi, trasforma il concerto in un ponte emotivo, un momento di sollievo e benessere che sposa l’arte alla solidarietà. In questo contesto, la celebre “Aria sulla quarta corda” di Bach non sarà solo una pagina di sublime bellezza, ma un abbraccio sonoro offerto a chi vive un momento di fragilità.

Tre appuntamenti che, nel loro insieme, dipingono un ritratto completo della funzione della musica nel nostro tempo: arte sublime, veicolo di spiritualità e strumento di cura. Roma, per due giorni, diventa il cuore pulsante di questa visione, dimostrando ancora una volta come il patrimonio classico possa parlare al pubblico di oggi con una voce sempre nuova e potente.

Martina Moretti

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