Il Macerata Opera Festival svela le carte per la sua 62ª edizione e lo fa con un annuncio che suona come una dichiarazione d’intenti: dal 17 luglio al 9 agosto 2026, lo Sferisterio si conferma crocevia di talenti, un ponte ideale tra le stelle consacrate del firmamento lirico e le promesse più brillanti della nuova generazione. Il cartellone, imperniato su tre capisaldi del repertorio verdiano e rossiniano, promette un’estate di grandi emozioni, puntando su un equilibrio sapiente tra produzioni innovative e riprese di successo, il tutto impreziosito da cast di primissimo livello.
L’inaugurazione del 17 luglio sarà affidata a una nuova produzione di **Nabucco** di Giuseppe Verdi. La regia del belga Paul-Émile Fourny e la bacchetta esperta di Fabrizio Maria Carminati guideranno un cast che accende subito la curiosità. Nel ruolo impervio di Abigaille troveremo Anastasia Bartoli, soprano dalla personalità dirompente e moderna la cui vocalità potente e ricca di sfumature l’ha resa una delle artiste più acclamate degli ultimi anni. Accanto a lei, una vera e propria rivelazione: il baritono mongolo Ariun Ganbataar, che vestirà i panni del protagonista. La sua recente performance a Parma ha lasciato il segno per potenza, proiezione adamantina e fraseggio impeccabile, confermando la Mongolia come inaspettata fucina di grandi voci baritonali. A completare un quartetto di assoluto interesse saranno il basso Alberto Comes, al suo debutto nel ruolo cruciale di Zaccaria, e il mezzosoprano Laura Verrecchia (Fenena), reduce da una stagione di successi nei principali teatri italiani.
Cambio di registro dal 18 luglio con la ripresa del fortunato **Barbiere di Siviglia** di Gioachino Rossini, che porta la firma registica di Daniele Menghini e la direzione di Gianluca Martinenghi. La produzione, lodatissima nel 2022, torna con un cast di specialisti. A incarnare Figaro sarà una delle voci nuove più interessanti del panorama internazionale: il baritono armeno Grisha Martirosyan, fresco vincitore del concorso Operalia di Plácido Domingo e già applaudito a Salisburgo e Londra. Rosina avrà la voce belcantista e consolidata di Raffaella Lupinacci, mentre il Conte d’Almaviva vedrà il gradito ritorno di Ruzil Gatin, la cui carriera è in piena ascesa. A garantire la perfetta riuscita dei meccanismi comici rossiniani saranno due interpreti di lusso come Marco Filippo Romano, maestro dei ruoli buffi conteso dai migliori palcoscenici, e il basso di caratura internazionale Riccardo Fassi nei panni di Don Basilio.
La trilogia operistica si completa con un altro titolo verdiano di grande impatto, **Il Trovatore**, in scena dal 19 luglio. La ripresa dello spettacolo del regista messicano Francisco Negrin sarà diretta da Dmitri Jurowski, che guiderà un cast costruito sulla solidità e l’esperienza. Il ruolo di Manrico è affidato a una garanzia assoluta come il tenore Piero Pretti, affiancato dal raffinato Conte di Luna di Franco Vassallo. Grande attesa per il soprano marchigiano Marta Torbidoni, stella in ascesa che affronterà la parte di Leonora, e per la giovane ma già affermata Sofia Petrovich, che darà voce e corpo alle complesse tinte di Azucena.
A impreziosire il festival, il 7 agosto, un evento speciale: i **Carmina Burana** di Carl Orff. Sul podio debutterà il celebre direttore Ramón Tebar, che dirigerà le voci soliste di Sara Blanch, Ruzil Gatin e Grisha Martirosyan, a dimostrazione della versatilità degli artisti presenti in cartellone.
Il Festival dimostra ancora una volta una visione proiettata al futuro non solo nella scelta delle voci, ma anche nel linguaggio visivo: la nuova campagna, affidata a un uso calibrato dell’intelligenza artificiale, trasforma i protagonisti delle opere in eroi di una saga fantasy, strizzando l’occhio a un pubblico più giovane e confermando il Macerata Opera Festival come un’istituzione capace di onorare la tradizione guardando dritto al domani.
