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Il Rossini Opera Festival guarda al 2026: tra classici, riscoperte e la nuova era di Juan Diego Flórez

Pesaro non si ferma e, con un’anticipazione che testimonia la sua solida programmazione a lungo termine, alza il sipario sull’edizione 2026 del Rossini Opera Festival. Dalla conferenza stampa di presentazione emerge un cartellone che prosegue nel solco della tradizione, coniugando un titolo di grande richiamo, una gemma rara per intenditori e l’immancabile valorizzazione dei giovani talenti, il tutto sotto la nuova direzione artistica di Juan Diego Flórez, al suo primo programma completo.

L’evento di punta della 47ª edizione sarà senza dubbio la nuova produzione di **Semiramide**. Capolavoro monumentale e ultima opera “italiana” di Rossini, torna finalmente a Pesaro in un nuovo allestimento che si preannuncia come uno degli appuntamenti operistici più attesi della stagione internazionale. La scelta di un titolo di tale impegno drammatico e vocale conferma la volontà del festival di mantenere altissima l’asticella della qualità esecutiva.

Accanto al colosso babilonese, il ROF riscopre un titolo di grande interesse storico e musicale: **Adelaide di Borgogna**. Dramma per musica andato in scena a Roma nel 1817, rappresenta un perfetto esempio del Rossini “storico”, impegnato a dipingere con la sua musica affreschi di ampio respiro. La sua riproposizione a Pesaro, fedele ai rigorosi principi di ricerca filologica che contraddistinguono il festival, sarà un’occasione preziosa per il pubblico di riscoprire una pagina meno battuta ma di indubbio fascino del catalogo rossiniano.

A completare la triade operistica, il festival proporrà **Il Turco in Italia**. L’irresistibile commedia, con la sua trama brillante e la sua partitura scintillante di arguzia e virtuosismo, garantirà il perfetto contrappunto di leggerezza, dimostrando ancora una volta la stupefacente versatilità del genio pesarese.

Come da tradizione, il futuro del belcanto sarà protagonista grazie all’**Accademia Rossiniana \”Alberto Zedda\”**. I giovani cantanti selezionati da tutto il mondo, dopo il consueto percorso di studio, si esibiranno ne **Il viaggio a Reims**, l’opera-manifesto che da anni costituisce il palco ideale per mettere in luce le stelle di domani sotto la guida di maestri esperti.

Il programma sarà arricchito da una serie di concerti che spazieranno dal sacro al profano. Spicca in particolare l’esecuzione dello **Stabat Mater**, capolavoro di intensa spiritualità, e una serie di Concerti di Belcanto che vedranno alternarsi sul palco alcuni dei più acclamati interpreti rossiniani del nostro tempo.

Dalle dichiarazioni del Sovrintendente Ernesto Palacio e del Direttore Artistico Juan Diego Flórez, emerge la visione di un festival che, forte della sua eredità, guarda avanti con coraggio. “La programmazione a lungo termine è il segno di un’istituzione sana e proiettata nel futuro,” ha sottolineato Palacio, mentre Flórez ha posto l’accento sulla “responsabilità di custodire il patrimonio di Rossini, continuando a esplorarlo in ogni sua sfaccettatura e offrendo al contempo una piattaforma di crescita per la nuova generazione di artisti”.

L’edizione 2026 si profila dunque come un capitolo fondamentale nella storia del Rossini Opera Festival: un equilibrio sapiente tra mito, storia e commedia, sotto la guida di una nuova direzione artistica che promette di unire rigore e passione nel nome del Cigno di Pesaro.

Martina Moretti

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