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Bomsori Kim, la voce di un Guarneri e un requiem sinfonico: Luisi dirige la Rai in un programma di rare suggestioni

C’è un’attesa quasi palpabile a Torino per un evento che unisce la voce quasi mitologica di uno strumento leggendario, il talento di una violinista al suo apice e la profondità interpretativa di un direttore tra i più acclamati. Il 4 e 5 marzo, l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” sarà il palcoscenico del debutto di Bomsori Kim con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, un incontro reso ancora più speciale dalla guida del Direttore emerito Fabio Luisi.

Al centro della serata non ci sarà solo la musica, ma anche un pezzo di storia della liuteria: il preziosissimo violino Guarneri del Gesù “ex-Moller” del 1725, affidato alla virtuosa sudcoreana. Bomsori Kim, prima artista del suo paese a firmare un contratto in esclusiva per la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon, è la protagonista designata per far risuonare questo capolavoro in uno dei pilastri del repertorio violinistico: il Concerto in mi minore op. 64 di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Una pagina che esige non solo tecnica impeccabile ma anche un’intensa cantabilità, perfetta per esaltare le qualità timbriche di uno strumento così raro e la sensibilità di un’interprete già acclamata nelle più grandi sale da concerto del mondo.

Ma il programma, sapientemente costruito da Fabio Luisi, non si ferma qui. Il Maestro, forte del suo Grammy Award e della sua profonda conoscenza del repertorio tardo-romantico, regalerà al pubblico torinese una prima esecuzione assoluta: la Sinfonia n. 4 di Franz Schmidt. Lontana dalle consuete rotte sinfoniche, quest’opera è un vero e proprio requiem strumentale, un monumento sonoro che il compositore austriaco eresse nel 1932 in memoria della figlia amatissima, scomparsa prematuramente. Luisi, che di Schmidt ha inciso l’integrale sinfonica contribuendo in modo decisivo alla sua riscoperta, promette una lettura carica di pathos e rigore formale, svelando un capolavoro di struggente bellezza.

Ad aprire le danze sarà l’ouverture da *Euryanthe* di Carl Maria von Weber. Non una semplice introduzione, ma il manifesto di un Romanticismo tedesco audace e visionario, che mirava a una fusione totale delle arti e che, come notò lo stesso Wagner, gettava già le basi per le architetture sonore del *Lohengrin*.

L’appuntamento è duplice, mercoledì 4 marzo (turno blu) e giovedì 5 (turno rosso), con la seconda serata trasmessa anche in diretta su Radio3 e in streaming. Un concerto che si preannuncia come un viaggio emozionale, un dialogo tra la storia, il lutto e la pura bellezza, orchestrato da un direttore magistrale e illuminato dal suono di una stella del violino e del suo strumento immortale.

Martina Moretti

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