L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Yuja Wang, un ritorno da Regina a Santa Cecilia: da solista a direttrice, la pianista affronta una doppia sfida monumentale

A volte, un imprevisto può trasformarsi in un’opportunità irripetibile per il pubblico. È quanto accadrà a Roma, all’Auditorium Parco della Musica, dove l’atteso ritorno di Teodor Currentzis è stato cancellato per motivi di salute. Ma il vuoto lasciato dal celebre direttore non si tradurrà in una delusione; al contrario, si trasformerà in un autentico “colpo di teatro” grazie alla generosità e all’audacia di una delle più grandi star del concertismo mondiale: Yuja Wang.

Dopo ben nove anni di assenza dalla capitale, la pianista cinese non si limiterà a sostituire il programma, ma lo eleverà a un evento di caratura eccezionale. Per tre serate, il 5, 6 e 7 marzo, Yuja Wang offrirà al pubblico ceciliano non uno, ma ben due concerti per pianoforte, assumendo nella seconda parte il ruolo titanico di solista e direttrice d’orchestra.

Non una semplice sostituzione, dunque, ma un vero e proprio “One Woman Show” che mette in luce la poliedricità di un’artista che ha riscritto le regole del pianismo contemporaneo. La prima parte del concerto vedrà il debutto sul podio di Santa Cecilia del direttore americano Eric Jacobson. Sotto la sua bacchetta, l’Orchestra dell’Accademia e la stessa Wang affronteranno una pagina di rara esecuzione e grande fascino: il Concerto per pianoforte op. 38 di Samuel Barber. Si tratta di una prima esecuzione assoluta per l’istituzione romana, un’occasione preziosa per scoprire un’opera del 1962 intrisa di lirismo e vigore, che richiede una tecnica impeccabile. A completare il primo tempo, un capolavoro sinfonico come *La Mer* di Claude Debussy.

Ma è nella seconda parte che si consumerà l’evento nell’evento. Yuja Wang salirà sul podio per guidare l’orchestra dal pianoforte nell’esecuzione del Concerto n. 2 di Prokofiev. Definito una delle partiture più impervie e monumentali dell’intero repertorio, questo concerto è una prova di resistenza fisica e lucidità intellettuale. La sua famigerata, sterminata cadenza nel primo movimento è un mostro sacro che richiede non solo un virtuosismo trascendentale, ma anche una visione architettonica totale. La scelta di dirigerlo e suonarlo contemporaneamente, già sperimentata con successo da Wang sui palcoscenici più prestigiosi del mondo, promette una coesione e un’intensità interpretativa assolute, unificando il pensiero solistico e quello orchestrale in un unico gesto artistico.

L’assenza forzata di Currentzis, dunque, si trasforma da notizia spiacevole in catalizzatore di un evento che si preannuncia leggendario. Il ritorno di Yuja Wang a Roma non sarà una semplice esibizione, ma la dimostrazione spettacolare della sua statura di artista a tutto tondo, pronta a raccogliere una sfida che pochi oserebbero affrontare, per regalare al pubblico un’esperienza musicale memorabile.

Martina Moretti

Torna in alto