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Santa Cecilia: Capuçon e Kajenjeri in duo, poi Harding con Levit per Brahms ed Elgar

La prossima settimana si prospetta ricca di appuntamenti all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con due serate che intrecciano il fascino della musica da camera e la potenza del grande repertorio sinfonico.

Capuçon e Kajenjeri: un duo tra impressionismo e tradizione

Mercoledì 8 aprile, alle ore 20.30, la Sala Sinopoli accoglie il ritorno del celebre violoncellista francese Gautier Capuçon, artista tra i più carismatici del panorama internazionale, che per questa occasione sceglie la dimensione intima del duo accanto alla giovane pianista Mirabelle Kajenjeri. Nata da genitori burundesi e ucraini, la Kajenjeri è una musicista dalla personalità vibrante, vincitrice del Primo Premio al Santa Cecilia International Piano Competition nel 2021 e laureata della Fondation Gautier Capuçon.

Il programma si apre con la Sonata in re minore di Debussy, pagina del 1915 dalle atmosfere sognanti e ironiche che esplora le possibilità timbriche del violoncello in modo innovativo, per poi attraversare la Sonata n. 2 op. 58 di Mendelssohn, opera di estrema vitalità e brillantezza. La seconda parte della serata è dedicata alla grande tradizione tedesca con i Fantasiestücke op. 73 di Schumann, momento di intensa poesia introspettiva, e la Sonata n. 2 op. 99 di Brahms, vertice assoluto della letteratura violoncellistica, caratterizzata da un vigore ritmico e una densità espressiva di respiro quasi sinfonico.

Daniel Harding e Igor Levit: l’enigma di Elgar e il pianismo di Brahms

Da giovedì 9 a sabato 11 aprile, la Sala Santa Cecilia ospita il sesto appuntamento stagionale con Daniel Harding alla guida dell’Orchestra ceciliana. Al suo fianco, il pianista russo-tedesco Igor Levit, interprete tra i più autorevoli del repertorio austro-tedesco, per il monumentale Concerto per pianoforte n. 1 di Brahms, composto tra il 1854 e il 1858 come approdo alla grande forma orchestrale. La potenza espressiva e la complessità del pensiero musicale rendono questa pagina un’opera in cui il pianoforte non è solo solista, ma parte integrante di una fitta trama sinfonica.

Nella seconda parte della serata, Harding guida l’Orchestra nell’omaggio all’Inghilterra nobile e ironica di Edward Elgar con le Enigma Variations. Composta nel 1899, la partitura è una galleria di ritratti musicali dedicati agli amici del compositore, legati da un tema principale mai esplicitato — l’enigma, appunto — che attraversa l’intera opera tra momenti di profonda introspezione, come il celebre “Nimrod”, e passaggi di brillante virtuosismo orchestrale.

Concluse le repliche romane, Harding, Levit e l’Orchestra di Santa Cecilia porteranno il medesimo programma in una tournée europea che li impegnerà dal 13 al 18 aprile, toccando Parigi, Bruxelles, Colonia, Baden-Baden e Francoforte. Il concerto sarà trasmesso in differita su Rai 5 giovedì 16 aprile alle ore 21.20.

Martina Moretti

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