A oltre settant’anni, quando quasi tutti i tenori hanno da tempo lasciato le scene, Gregory Kunde saliva ancora sul palco dell’Arena di Verona per cantare Radamès. Non è un’eccezione episodica: la carriera di questo tenore americano è una delle più longeve e sorprendenti della lirica contemporanea, spezzata in due da una metamorfosi vocale che gli addetti ai lavori hanno ribattezzato la «Kunde Renaissance».
Chi è Gregory Kunde
Nato a Kankakee, in Illinois, il 24 febbraio 1954, Gregory Kunde si è formato interamente negli Stati Uniti: ha studiato canto e direzione di coro alla Illinois State University, tra il 1972 e il 1977, sotto il maestro Peter Schuetz, al quale attribuisce la tecnica che gli ha garantito una carriera così lunga. Il debutto professionale arriva nel 1978 alla Lyric Opera of Chicago, come Cassio nell’Otello di Verdi: un ruolo comprimario, lontanissimo da quel titolo che decenni dopo sarebbe diventato la sua firma. Seguono il debutto europeo nel 1986 all’Opéra di Nizza (Nadir ne Les pêcheurs de perles di Bizet) e quello al Metropolitan di New York nel 1987, come sostituto, nella Manon di Massenet.
La voce e il repertorio
Per oltre venticinque anni Kunde è stato un raffinato tenore belcantista di agilità, specialista del repertorio di Rossini, Bellini e Donizetti, da I puritani a La Cenerentola. Poi, tra il 2007 e il 2012, la svolta: a partire dall’Otello di Rossini al Rossini Opera Festival del 2007, la voce si evolve verso il repertorio drammatico, spinto e verista, aprendosi a Verdi e Puccini. È la «Kunde Renaissance», e regala al tenore un primato unico: è l’unico cantante ad aver interpretato entrambi gli Otello, quello di Rossini e quello di Verdi, nella stessa stagione. Tra i suoi ruoli-simbolo, oltre all’Otello verdiano, ci sono Radamès in Aida, Calaf in Turandot, Cavaradossi in Tosca, Manrico ne Il trovatore e il protagonista dell’Andrea Chénier di Giordano. Resta celebre la facilità e la sicurezza del suo registro acuto.
I teatri e i riconoscimenti
Il debutto nel ruolo dell’Otello verdiano avviene nel 2012, aprendo la stagione del Teatro La Fenice di Venezia; da lì il personaggio lo accompagnerà in oltre trenta teatri. La carriera di Kunde tocca i palcoscenici più prestigiosi del mondo: il Metropolitan, la Royal Opera House di Londra (dove debutta nel 2016 come Manrico), la Wiener Staatsoper, la Bayerische Staatsoper di Monaco, la Semperoper di Dresda, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, la Los Angeles Opera e, in Italia, il Teatro dell’Opera di Roma e il Teatro alla Scala, dove già nel 1994 aveva cantato Ernesto nel Don Pasquale diretto da Riccardo Muti. I riconoscimenti non mancano: nel 2016 gli International Opera Awards di Londra lo premiano come «Best Male Singer», mentre la critica musicale italiana gli assegna il Premio Franco Abbiati per la stagione 2012, proprio per i due Otello. Nel 2005 aveva già vinto due Gramophone Award (per il Benvenuto Cellini di Berlioz e Les Troyens), e nel gennaio 2026 ha ricevuto il Franco Corelli Award ad Ancona.
Dove ascoltarlo
Kunde è protagonista delle grandi stagioni estive italiane: nel 2026 è Radamès nell’Aida «di cristallo» firmata da Stefano Poda all’Arena di Verona, in alternanza con Yusif Eyvazov, e Calaf nella Turandot del Festival Puccini di Torre del Lago. Per ritrovare invece il Kunde belcantista degli esordi si può recuperare la storica edizione scaligera del Don Pasquale del 1994, con lui nei panni di Ernesto. E se volete scoprire come seguire la lirica comodamente da casa, date un’occhiata alla nostra guida su dove vedere l’opera in streaming.
