Ci sono opere che si raccontano in tre indirizzi. La Tosca di Giacomo Puccini è una di queste: Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese, Castel Sant’Angelo. Tre luoghi romani veri, percorribili ancora oggi a piedi in venti minuti, dentro i quali si consuma in una sola notte del giugno 1800 una storia di amore, tortura e caduta nel vuoto. Se cercate l’opera completa in streaming gratis, la buona notizia è che YouTube ne conserva versioni straordinarie: qui ne abbiamo selezionate e verificate cinque, tutte integrali e tutte funzionanti.
Perché la Tosca funziona ancora così bene
Andò in scena per la prima volta al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900, con Hariclea Darclée protagonista e Leopoldo Mugnone sul podio. Il libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa nasce dal dramma La Tosca che Victorien Sardou aveva scritto nel 1887 per Sarah Bernhardt, e ne conserva il meccanismo: un congegno teatrale a orologeria in cui ogni scena stringe il nodo un po’ di più.
Un celebre musicologo la liquidò come uno «squallido thriller da quattro soldi». Era un’ingiustizia, ma coglieva una verità: la Tosca è la più cinematografica delle opere italiane, e va guardata prima ancora che ascoltata. Il barone Scarpia è forse il più moderno dei cattivi del melodramma — non un mostro, ma un uomo di potere che sa esattamente quanto vale una firma su un salvacondotto. Ed è per questo che nelle versioni filmate, dove la macchina da presa può stare addosso ai volti, l’opera guadagna qualcosa che dal loggione si perde.
Callas, Di Stefano e Gobbi, dir. Victor de Sabata (1953)
Non è un video ed è giusto dirlo subito: è la registrazione in studio realizzata alla Scala nel 1953, universalmente considerata una delle incisioni operistiche più importanti mai pubblicate. Maria Callas è la Tosca di riferimento — attrice prima che soprano, capace di rendere in una sola parola il passaggio dalla gelosia al terrore —, Giuseppe di Stefano un Cavaradossi di sole e Tito Gobbi lo Scarpia con cui tutti gli altri devono ancora fare i conti. Victor de Sabata dirige come si dirige un film: tempi stretti, contrasti violenti, nessuna concessione. Se dovete ascoltarne una sola, ascoltate questa.
Il film del 1976 di Gianfranco De Bosio: Kabaivanska, Domingo, Milnes
L’idea è di quelle che sulla carta sembrano ovvie e che quasi nessuno aveva mai realizzato: girare la Tosca nei luoghi in cui la Tosca è ambientata. Gianfranco De Bosio lo fa nel 1976, portando la troupe dentro Sant’Andrea della Valle per il primo atto, a Palazzo Farnese per il secondo e su Castel Sant’Angelo per il terzo. Raina Kabaivanska è una protagonista di grande temperatura, Plácido Domingo un Cavaradossi nel pieno dei suoi mezzi, Sherrill Milnes uno Scarpia di lusso; Bruno Bartoletti dirige la New Philharmonia Orchestra. Con i sottotitoli e la resa dei luoghi reali, è la versione da consigliare a chi si avvicina all’opera per la prima volta.
Arena di Verona 1984: Eva Marton, Giacomo Aragall, Ingvar Wixell
Dall’anfiteatro veronese, nell’allestimento firmato da Sylvano Bussotti e con Daniel Oren sul podio, arriva la Tosca monumentale: quella in cui il Te Deum del primo atto diventa una processione da kolossal e le dimensioni dello spazio impongono ai cantanti un altro modo di stare in scena. Eva Marton porta alla protagonista una voce di grande peso drammatico, Giacomo Aragall è un Cavaradossi elegante e Ingvar Wixell uno Scarpia di raffinata cattiveria. Il video è caricato sul canale ufficiale di Warner Classics, il che lo rende anche il link più stabile di questa selezione.
Metropolitan Opera 2018: Yoncheva, Grigòlo, Lučić, regia di David McVicar
Il Met inaugura il 2018 con un nuovo allestimento di Sir David McVicar che torna deliberatamente alla Roma napoleonica, dopo una produzione precedente che aveva diviso il pubblico. Sonya Yoncheva è una Tosca di grande morbidezza vocale, Vittorio Grigòlo un Cavaradossi generoso fino all’eccesso, Željko Lučić uno Scarpia che gioca sull’understatement invece che sul ruggito. È la versione che mostra meglio come si fa oggi la Tosca in un grande teatro internazionale.
Finnish National Opera 2018: la regia di Christof Loy
La quinta scelta è la più spiazzante, e serve proprio da contrappeso. Christof Loy toglie alla Tosca la cartolina romana e la riporta a quello che è: una storia di tre persone chiuse in una stanza con il potere. Ausrinė Stundytė costruisce una protagonista nervosa e contemporanea, accanto a lei l’italiano Andrea Carè e Tuomas Pursio; dirige Patrick Fournillier. Chi conosce l’opera a memoria troverà qui il motivo per rivederla ancora una volta.
Prima di premere play
Se volete arrivare all’ascolto sapendo già chi è chi e cosa succede in ciascun atto, abbiamo una guida completa alla trama, ai personaggi e alle arie della Tosca. E se cercate altre opere integrali da vedere gratis, il punto di partenza è la nostra guida su dove vedere l’opera in streaming.
