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«Turandot» del centenario inaugura il 72º Festival Puccini a Torre del Lago: sul lago Pirozzi, Alagna e Kurzak

Non poteva esserci titolo più inevitabile per aprire la stagione dei cento anni. Il 72º Festival Puccini di Torre del Lago ha alzato il sipario, la sera del 17 luglio, con Turandot: l’ultimo, incompiuto capolavoro del compositore lucchese, scelto per celebrare il centenario della sua prima esecuzione. Un ritorno alle origini nel senso più letterale, perché il palcoscenico sull’acqua del Gran Teatro all’aperto sorge a pochi passi dalla villa in cui Puccini scrisse gran parte dell’opera e dove riposano le sue spoglie.

Cento anni di enigmi

Turandot andò in scena per la prima volta al Teatro alla Scala il 25 aprile 1926, a diciassette mesi dalla morte del compositore, avvenuta a Bruxelles nel novembre del 1924. Quella sera storica Arturo Toscanini interruppe l’esecuzione al termine del lamento per la morte di Liù – il punto esatto in cui Puccini aveva deposto la penna – lasciando che il finale, completato da Franco Alfano sugli abbozzi dell’autore, entrasse in repertorio solo dalle recite successive. A Torre del Lago l’opera compare quasi ogni anno, ma per la ricorrenza la scelta è caduta su una lettura volutamente classica, tradizionale in ogni sua componente.

Uno spettacolo nel segno della tradizione

Tramontato il progetto – annunciato in fase di presentazione e poi abbandonato per ragioni economiche – di un nuovo allestimento firmato addirittura da Jackie Chan, il festival ha riportato in vita le monumentali e affascinanti scene ideate dal compianto Ezio Frigerio e i sontuosi costumi di Franca Squarciapino, nati per l’edizione del 2008. La regia è stata affidata a Pier Francesco Maestrini, con l’unica caratterizzazione di rilievo nelle coreografie di Michele Cosentino: tre danzatori-acrobati vestiti come Ping, Pang e Pong che raddoppiano le maschere negli ingressi in scena, con effetto spettacolare.

Sul podio dell’Orchestra del Festival Puccini è salito Marco Armiliato, bacchetta esperta e di solido mestiere, garante della compattezza di una serata che ha convissuto con l’inevitabile amplificazione e con un picco di afa estiva. Ben preparati il coro diretto da Marco Faelli e le voci bianche istruite da Sonia Franzese.

Un cast di richiamo

Come già per la Tosca inaugurale della scorsa stagione, l’apertura è stata affidata alla coppia – anche nella vita – formata da Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak, qui rispettivamente Calaf e Liù. Accanto a loro, nel ruolo del titolo, il soprano napoletano Anna Pirozzi, alla sua terza principessa di gelo su questo palcoscenico, capace di scoccare le prime vere scintille della serata con un’ottava acuta di penetrante sicurezza. Completavano la locandina Andrea Vittorio De Campo (Timur), le maschere di Simone Del Savio, Enrico Casari e Tiziano Barontini e il veterano Filippo Pina Castiglioni nei panni dell’imperatore Altoum. Davanti a un «tutto esaurito», il pubblico ha tributato applausi prolungati all’intero cast, in particolare ai tre protagonisti.

La Turandot resta in cartellone insieme agli altri titoli della 72ª edizione: tutte le informazioni su date, prezzi e come arrivare sono nella nostra guida al Festival Puccini 2026. Per chi volesse ripassare la vicenda della principessa cinese prima di raggiungere il lago, c’è la nostra guida a «Turandot»: trama, personaggi e arie famose.

Martina Moretti

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