È cresciuto letteralmente dentro il Rossini Opera Festival: suo padre Gianfranco ne è stato il fondatore, e Pesaro in agosto era casa. Da lì Michele Mariotti è diventato uno dei rossiniani di riferimento della sua generazione — salvo poi fare esattamente ciò che da un rossiniano non ci si aspetta: dirigere Britten, Bizet, Stravinskij e, nel novembre 2025, il suo primo Wagner.
Chi è
Pesarese, nato nel 1979, studia al Conservatorio «Gioachino Rossini» della sua città, dove si diploma in composizione e studia direzione d’orchestra con Manlio Benzi; si perfeziona poi con lode all’Accademia Musicale Pescarese sotto la guida di Donato Renzetti.
Debutta nel 2005 al Teatro Verdi di Salerno con Il barbiere di Siviglia. La svolta arriva due anni dopo: nel 2007 apre la stagione del Teatro Comunale di Bologna con il Simon Boccanegra, e quel successo gli vale l’incarico che lo lancerà. Nel 2026 è stato eletto Accademico Effettivo dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Lo stile e il repertorio
Il nucleo resta Rossini — nelle sue produzioni al ROF ci sono Sigismondo, Matilde di Shabran, Guillaume Tell, La donna del lago, Semiramide e l’Ermione del 2024 — insieme a Verdi, Bellini e Donizetti. Ma definirlo solo belcantista sarebbe sbagliato: ha diretto Carmen al Metropolitan, Peter Grimes di Britten e The Rake’s Progress di Stravinskij a Roma, oltre a un’intensa attività sinfonica.
La critica lo descrive come un direttore di grande cura della linea e di compostezza, capace però di una spinta ritmica notevole: recensendo il Guillaume Tell scaligero del 2024, Bachtrack ha parlato di una sinfonia «appassionata e propulsiva». Del Lohengrin romano si è scritto di una direzione «potente, incisiva», con trasparenza e morbidezza nelle pagine liriche — «un Wagner bello e già personale».
I teatri e i riconoscimenti
Al Teatro Comunale di Bologna è direttore principale dal 2008, poi direttore musicale, fino al 2018. Dal 1° novembre 2022 è direttore musicale del Teatro dell’Opera di Roma. E dall’ottobre 2026 è direttore principale dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, con un contratto triennale: è il primo italiano a ricoprire quel ruolo.
Ha debuttato al Metropolitan nella stagione 2012-13 con Carmen, tornandovi l’anno seguente per il Rigoletto ambientato nella Las Vegas del 1960; alla Wiener Staatsoper nel 2021 con Il barbiere di Siviglia; al San Carlo ha aperto la stagione 2021 con Otello. Alla Scala, nel marzo 2024, ha diretto il Guillaume Tell nella regia di Chiara Muti: la prima volta in assoluto che l’opera vi si eseguiva in lingua francese.
Ha ricevuto il 36° Premio Franco Abbiati come miglior direttore d’orchestra; l’Ermione del ROF 2024 da lui diretta ha vinto l’Abbiati 2025 come miglior spettacolo dell’anno, e la Bohème di Graham Vick a Bologna aveva ottenuto lo stesso riconoscimento nel 2018.
Dove ascoltarlo
Il 27 novembre 2025 ha inaugurato la stagione dell’Opera di Roma con Lohengrin, regia di Damiano Michieletto: Wagner mancava al Costanzi da cinquant’anni e non vi era mai stato eseguito in tedesco. Il 1° gennaio 2026 ha diretto il Concerto di Capodanno della Fenice con Rosa Feola. Per la stagione 2026/27 dell’Opera di Roma inaugura con The Rake’s Progress e dirige la nuova Cenerentola con la regia di Mario Martone; all’estero è annunciato per Otello al Met, Un ballo in maschera alla Wiener Staatsoper e Aida alla Royal Opera House.
Per avvicinarsi al suo repertorio, leggi la nostra guida al «Tancredi» di Rossini o guarda «Rigoletto» in versione integrale.
