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L’era Harding prende il volo: Santa Cecilia in tour europeo tra avanguardia e tradizione

L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si prepara a un’estate da protagonista sulla scena internazionale, con un imponente tour europeo che segna di fatto il primo grande viaggio internazionale del suo nuovo Direttore Musicale, Daniel Harding. Dal 28 agosto al 7 settembre, l’Orchestra ceciliana sarà ambasciatrice della cultura musicale italiana in sette tappe di altissimo prestigio, ospite di alcuni dei più importanti festival del continente, da Lucerna a Berlino, passando per l’Enescu Festival di Bucarest e il Ljubljana Festival.

Più che una semplice tournée, questo viaggio attraverso il cuore musicale d’Europa si profila come un vero e proprio manifesto programmatico della nuova era Harding. Il direttore britannico, che ha inaugurato il suo mandato con una memorabile *Tosca* e il *Requiem* di Verdi, dimostra fin da subito di voler plasmare un’identità sonora audace e riconoscibile per la sua orchestra. La scelta dei programmi, infatti, è tutt’altro che casuale e si articola attorno a un dialogo serrato e stimolante tra Novecento e grande repertorio romantico.

Il fulcro di questa visione è la presenza costante del genio di Luciano Berio, un compositore storicamente legato a Santa Cecilia. L’esecuzione di capolavori come la visionaria *Sinfonia* per orchestra e otto voci (con l’ensemble vocale London Voices) e le raffinate *Folk Songs* (affidate alla classe del mezzosoprano Magdalena Kožená) rappresenta una dichiarazione di modernità e di coraggio. A questi pilastri della musica del XX secolo verranno accostati monumenti della tradizione come la Sinfonia n. 2 di Brahms, la Sinfonia dalla *Forza del destino* di Verdi e il Concerto n. 1 di Beethoven. Un ponte ideale che Harding costruisce per dimostrare come l’orchestra possa eccellere su fronti stilistici diversi, mantenendo sempre la propria cifra di eccellenza.

A rendere ogni tappa un evento unico è la presenza di un parterre di solisti di caratura assoluta. Per l’esecuzione del Concerto di Beethoven, la compagine romana avrà al suo fianco tre giganti della tastiera: il leggendario maestro viennese Rudolf Buchbinder, l’intellettuale e virtuosistico Igor Levit e il giovane ma già acclamato fuoriclasse coreano Seong-Jin Cho. Una scelta che non solo garantisce un livello esecutivo stellare, ma che offre anche al pubblico europeo tre diverse prospettive interpretative su un capolavoro assoluto.

Questo tour, che toccherà palcoscenici come il KKL di Lucerna, il Konzerthaus di Berlino e l’Ateneul Român di Bucarest, non è dunque solo una vetrina per l’indiscussa qualità dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È, soprattutto, l’energica affermazione di un nuovo inizio: un capitolo scritto da Daniel Harding con l’obiettivo di proiettare l’istituzione romana nel futuro della musica, con radici ben salde nella tradizione e lo sguardo rivolto coraggiosamente verso l’innovazione.

Martina Moretti

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