Parma, città simbolo della musica e patria di Giuseppe Verdi, si pone all’avanguardia nell’innovazione culturale con un’iniziativa che abbatte le barriere del suono. In occasione del prestigioso Festival Verdi, l’Università di Parma e il Teatro Regio uniscono le forze per presentare \”OPERALIS\”, un evento pionieristico dedicato alla traduzione dell’opera lirica nella Lingua dei Segni Italiana (LIS). L’appuntamento, fissato per il 26 settembre, si propone di esplorare come la potenza emotiva e la complessità narrativa del melodramma possano essere rese accessibili alla comunità sorda, trasformando la musica in un’esperienza visiva e gestuale.
La sfida al centro del dibattito è tanto affascinante quanto complessa: come si può \”tradurre\” un’aria, il timbro di una voce o il crescendo di un’orchestra? Non si tratta di una semplice trasposizione del libretto, ma di una vera e propria performance artistica in cui il corpo, le mani e l’espressione del viso diventano strumenti capaci di veicolare melodia, ritmo ed emozione. L’obiettivo è creare un ponte che permetta a chi non sente di vivere pienamente la magia del teatro d’opera, un patrimonio universale che deve poter parlare a tutti.
L’evento \”OPERALIS\”, che si terrà presso il Plesso D’Azeglio dell’Ateneo, vedrà la partecipazione di accademici, interpreti ed esperti del settore, pronti a condividere le loro ricerche e le loro esperienze. Il programma si addentrerà in casi di studio concreti, analizzando la traduzione in LIS di capolavori immortali. Esperti come Sonia Muccio e Valeria Licitra illustreranno il loro lavoro su \”Cavalleria Rusticana\”, mentre il ricercatore Pietro Celo affronterà la sfida di rendere in segni una delle arie più celebri al mondo, \”La donna è mobile\” dal Rigoletto di Verdi. Questi interventi offriranno uno sguardo \”dietro le quinte\” del processo traduttivo e performativo.
L’orizzonte della discussione si allargherà anche a forme artistiche d’avanguardia, come dimostra l’intervento di Carmen Ceschel su \”Face Opera II\” di Christine Sun Kim, un’opera che esplora il melodramma oltre i confini del suono. Questa iniziativa non rappresenta solo un momento di alta formazione, ma simboleggia un passo concreto verso una cultura più inclusiva, dove l’accessibilità non è un servizio accessorio, ma parte integrante della produzione artistica. L’ingresso libero e la presenza di un servizio di interpretariato LIS per l’intero evento testimoniano l’impegno degli organizzatori a rendere il sapere e l’arte davvero per tutti.
