La stagione 2025/26 del Teatro dell’Opera di Roma si preannuncia come un crocevia di stili e visioni, e ne è prova il Trittico di balletto in scena dal 17 al 22 marzo 2026. Fortemente voluto dalla Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, il programma abbandona momentaneamente i grandi classici del repertorio per tracciare un percorso audace e affascinante attraverso il Novecento e la più stretta contemporaneità. Un nuovo allestimento che porta nella Capitale, per la prima volta in assoluto, le firme di tre giganti della coreografia: John Neumeier, Jacopo Godani e Benjamin Millepied.
Si parte con un maestro indiscusso del Novecento, John Neumeier, e la sua celebre *Spring and Fall*. Creato nel 1991 sulle note della *Serenata per archi* di Antonín Dvořák, il balletto rappresenta un debutto storico per il Corpo di Ballo capitolino, che per la prima volta si misura con il linguaggio del coreografo americano. Il titolo stesso è un gioco di significanti: non solo “primavera” e “autunno”, ma anche “caduta” e “recupero”, concetti cardine della tecnica di Doris Humphrey che qui vengono esplorati in un flusso di movimento puro, dove la danza è protagonista assoluta.
Il cuore del programma batte al ritmo della contemporaneità italiana con *Echoes from a Restless Soul* di Jacopo Godani, anch’egli al suo debutto sul palcoscenico del Costanzi. Concepita come un manifesto della sua estetica, la pièce è un dialogo intenso tra il movimento e la partitura di *Gaspard de la Nuit* di Maurice Ravel, eseguita dal vivo al pianoforte da Massimo Spada. Godani, che cura anche scene, costumi e luci, trascende la narrazione tradizionale per offrire una visione astratta e potente, in cui la tecnica classica viene spinta verso nuovi orizzonti espressivi in un intricato gioco di passi a due e quartetti.
Il gran finale è affidato all’energia dirompente di Benjamin Millepied con *I Feel the Earth Move*, su musiche minimaliste di Philip Glass. La coreografia, quasi atletica, abbatte la quarta parete fin dall’inizio, con i danzatori che entrano in un palcoscenico nudo, privo di quinte e sipari. È una danza immediata, fisica, un crescendo di energia che trova il suo culmine in un finale tanto potente quanto improvviso. A impreziosire questa creazione, un connubio inaspettato e affascinante: i costumi sono firmati da Rocco Iannone per Ferrari Style. Una collaborazione che unisce l’eccellenza della danza alla visione estetica del Cavallino Rampante, traducendo in tessuto l’eleganza in movimento, il dinamismo e il design contemporaneo.
A dare corpo e anima a questo percorso coreografico saranno le punte di diamante della compagnia romana, dalle étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi ai primi ballerini Federica Maine, Marianna Suriano, Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano, affiancati dai solisti e da tutto il Corpo di Ballo. Sul podio, a dirigere l’Orchestra del Teatro dell’Opera, Daniel Capps. Questo trittico non è solo un evento, ma una dichiarazione d’intenti: il ritratto di una compagnia viva, coraggiosa e proiettata verso il futuro della danza.
