L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Michele Pertusi, basso: biografia, voce e ruoli

Non ha mai avuto la voce cavernosa che il pubblico associa alla parola «basso», e non ha mai provato a fingerla. Michele Pertusi ha costruito una carriera di quasi quarant’anni su altro: stile, dizione, misura, e la scelta deliberata di non forzare mai. È probabilmente il motivo per cui, a sessant’anni passati, canta ancora nei maggiori teatri del mondo con la voce intatta.

Chi è

Nato a Parma il 12 gennaio 1965, studia al Conservatorio «Arrigo Boito» della sua città, dove si diploma sia in canto — allievo di Mauro Uberti — sia in pianoforte. Si perfeziona poi con tre nomi che raccontano tre mondi diversi: il tenore Arrigo Pola, Carlo Bergonzi e il grande studioso del belcanto Rodolfo Celletti.

Debutta giovanissimo: nel 1984, come Monterone in un Rigoletto in forma di concerto a Pistoia diretto da Bruno Bartoletti; nel dicembre dello stesso anno, a diciannove anni, vince il concorso del Teatro Comunale di Modena e sale in palcoscenico come Silva nell’Ernani. La svolta arriva nel 1992 al Rossini Opera Festival, dove debutta come Assur in Semiramide diretto da Alberto Zedda.

La voce e il repertorio

È un basso, ma di quelli che il belcanto chiamava basso cantante: timbro compatto più che nero, agilità sicura, fraseggio scolpito. Il nucleo della carriera è Rossini, praticamente tutto: Assur, Maometto II, Mosè, il ruolo del titolo nel Guillaume Tell, Selim nel Turco in Italia, Mustafà nell’Italiana, Alidoro nella Cenerentola, il Podestà nella Gazza ladra, Lord Sidney nel Viaggio a Reims.

Con la maturità è arrivato Verdi: Filippo II nel Don Carlo, il ruolo del titolo in Attila, Zaccaria nel Nabucco, Fiesco nel Simon Boccanegra, Procida nei Vespri, fino al Falstaff. E c’è una curiosità che dice molto sulla sua duttilità: nel Don Giovanni ha cantato in anni diversi tutti e tre i ruoli maschili gravi — Don Giovanni, Leporello e Masetto — e nelle Nozze di Figaro sia il Conte sia Figaro.

I teatri e i riconoscimenti

Ha cantato alla Scala, alla Fenice, al San Carlo, al Regio di Torino e a quello di Parma, al Metropolitan (dove ha debuttato nel 1997), a Covent Garden, alla Wiener Staatsoper, all’Opéra de Paris, al Teatro Real, al Liceu. Ha lavorato con Solti, Muti, Chailly, Barenboim, Mehta, Giulini, Levine, Colin Davis, Pappano, Gatti e Zedda. Il legame più stretto resta quello con Parma e il Festival Verdi, dove torna con regolarità.

Nel 2005 ha vinto il Grammy per la migliore incisione operistica, nel ruolo del titolo del Falstaff registrato dal vivo con la London Symphony diretta da Sir Colin Davis. Ha inoltre ricevuto il Premio Abbiati della critica musicale italiana come miglior cantante, il «Rossini d’oro» del Rossini Opera Festival per l’insieme delle sue interpretazioni pesaresi, il Premio «Rodolfo Celletti» 2018 del Festival della Valle d’Itria e la Medaglia d’oro di Benemerito della Cultura.

Dove ascoltarlo

Il 2026 è un anno fittissimo: Nabucco al San Carlo in gennaio, Lucia di Lammermoor a Tolosa, Norma a Cagliari, poi alla Scala il Nabucco in maggio-giugno e la Lucia fra giugno e luglio, i Vêpres siciliennes ad Aix-en-Provence, Turandot al Festival Puccini e all’Arena di Verona in agosto, e il Nabucco areniano il 9 settembre. In ottobre è Zaccaria nel Nabucodonosor del Festival Verdi di Parma, nel nuovo allestimento di Pier Luigi Pizzi, e chiude il mese con la Messa da Requiem alla Scala.

Nella nostra Videoteca trovi «Lucia di Lammermoor» in versione integrale, «Nabucco» e «La scala di seta».

Martina Moretti

Torna in alto