L'Opera per Tutti

Il primo sito italiano dedicato agli sconti dei teatri lirici!

Don Giovanni in streaming gratis: cinque edizioni complete, da Muti a Raimondi

«Dramma giocoso» lo definirono Mozart e il suo librettista Lorenzo Da Ponte, e in quella formula c’è tutto: Don Giovanni è insieme commedia e tragedia, seduzione e dannazione. Andò in scena per la prima volta a Praga il 29 ottobre 1787 e fu subito un trionfo. La storia è quella del più celebre seduttore di sempre — il libertino che colleziona conquiste («milleetré» solo in Spagna, recita l’aria del catalogo di Leporello), uccide il Commendatore che difende l’onore della figlia, e alla fine viene trascinato all’inferno dalla statua del morto che torna a cena. In mezzo, alcune delle pagine più perfette mai scritte: «Là ci darem la mano», la serenata, l’aria dello champagne, il finale che gela il sangue.

Per (ri)vederlo per intero abbiamo scelto cinque edizioni complete e gratuite su YouTube: dalle leggendarie produzioni di Muti alla Scala e Karajan a Salisburgo, entrambe del 1987, al Don Giovanni di riferimento di Ruggero Raimondi, fino alla lettura con strumenti d’epoca di Nikolaus Harnoncourt e a una moderna messa in scena italiana. Cinque modi di abitare il personaggio più ambiguo del melodramma.

Perché Don Giovanni non canta mai un’aria «sua»

C’è un paradosso al cuore di quest’opera: il protagonista, il grande seduttore, non ha una vera grande aria che lo definisca. Le sue pagine più celebri sono brevissime — la serenata «Deh, vieni alla finestra», l’aria dello champagne «Fin ch’han dal vino» che dura poco più di un minuto — perché Don Giovanni è un personaggio che agisce più di quanto si confessi: è uno specchio in cui si riflettono gli altri (Donna Anna, Donna Elvira, Zerlina, Leporello). Per questo il ruolo, scritto per basso-baritono, è una delle prove d’attore più difficili del repertorio: bisogna avere fascino, ironia, pericolo e una voce che seduca senza mai scoprirsi del tutto. Le cinque edizioni qui sotto sono cinque Don Giovanni molto diversi.

Scala 1987 – Muti, regia Strehler: Allen, Gruberová, Araiza

Una delle produzioni più celebri di sempre. Al Teatro alla Scala, nel 1987, Riccardo Muti dirige un Don Giovanni di slancio teatrale travolgente nella storica regia di Giorgio Strehler, tutta giocata sul bianco e nero e sul gioco di luci e ombre. Nel cast Thomas Allen è un Don Giovanni elegante e crudele, Edita Gruberová una Donna Anna di acuti svettanti, Francisco Araiza un Don Ottavio dal canto raffinato e Claudio Desderi un Leporello di razza. È la scelta ideale per chi vuole una lettura italiana di grande tradizione, con la firma di uno dei più grandi registi del Novecento.

Salisburgo 1987 – Karajan: Ramey, Furlanetto, Várady, Battle

Lo stesso anno, dall’altra parte delle Alpi, Herbert von Karajan firma al Festival di Salisburgo uno dei suoi ultimi Don Giovanni, monumentale e sontuoso. Protagonista è Samuel Ramey, basso-baritono americano dalla voce di bronzo e dal fisico statuario, accanto al Leporello di Ferruccio Furlanetto; Julia Várady e Anna Tomowa-Sintow sono le due dame, mentre Kathleen Battle presta a Zerlina la sua grazia. Il suono dei Wiener Philharmoniker sotto Karajan è inconfondibile: ampio, levigato, drammatico. Una Don Giovanni di grande respiro sinfonico.

Bologna 1992 – Chailly: Raimondi, Dessì, Blake, Corbelli

Se esiste un Don Giovanni che ha incarnato il ruolo per un’intera generazione, quello è Ruggero Raimondi. Dopo il celebre film di Joseph Losey del 1979, il basso-baritono romano tornò più volte sul personaggio: questa ripresa dal Teatro Comunale di Bologna del 1992, diretta da Riccardo Chailly, lo mostra nel pieno della maturità, magnetico e ambiguo come pochi. Accanto a lui Daniela Dessì, Rockwell Blake e un giovane Alessandro Corbelli come Leporello. La scelta perfetta per chi vuole vedere il Don Giovanni di riferimento dell’opera italiana recente.

Zurigo 2001 – Harnoncourt: Bartoli, Gilfry (strumenti d’epoca)

Una lettura radicalmente diversa. All’Opernhaus di Zurigo, nel 2001, Nikolaus Harnoncourt dirige un Don Giovanni con strumenti d’epoca, scattante e teatrale, nella regia di Jürgen Flimm. Il Don Giovanni è il baritono americano Rodney Gilfry, atletico e seducente, ma la stella è Cecilia Bartoli, una Donna Elvira di intensità bruciante e di virtuosismo travolgente. È l’edizione da scegliere per chi vuole sentire come suona Mozart con la sensibilità storicamente informata: tempi vivi, colori asciutti, parola scolpita.

La Fenice – Montanari, regia Michieletto: una lettura moderna

Per chiudere con uno sguardo contemporaneo, la produzione del Teatro La Fenice di Venezia diretta da Stefano Montanari con la regia di Damiano Michieletto, fra i registi italiani più richiesti al mondo. Michieletto trasporta il dramma di Da Ponte in un’ambientazione urbana e attuale, con la soprano Carmela Remigio — fra le più apprezzate interpreti mozartiane italiane — e un cast giovane e affiatato. La scelta giusta per chi vuole una Don Giovanni recente, ben ripresa e in un grande teatro italiano, con una regia che fa discutere e appassiona.

Cinque Don Giovanni in trent’anni di storia interpretativa: due leggendarie produzioni del 1987, il Don di riferimento di Raimondi, una lettura con strumenti d’epoca e una messa in scena moderna. Buona visione — e, quando la statua del Commendatore bussa alla porta, tenete il volume alto.

Vuoi scoprire altre opere in streaming? Leggi la nostra guida a dove vedere l’opera in streaming gratis e legale, con tutte le piattaforme e i titoli da non perdere.

Martina Moretti

Torna in alto