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Accademia di Santa Cecilia – La “Pastorale” di Beethoven  e “la sagra della primavera” di Stravinskij per il ritorno di Myung-Whun Chung

Giovedì 11 gennaio ore 19.30 (repliche venerdì 12 gennaio ore 20.30 e sabato 13 gennaio ore 18, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) torna a Santa Cecilia uno dei direttori più amati dal pubblico romano, Myung-Whun Chung, già Direttore Principale dell’Orchestra ceciliana dal 1997 e dal 2005, e da allora ospite abituale della Fondazione.

Chung, nato in Corea del Sud nel 1953, è Direttore Ospite Principale della Staatskapelle di Dresda e Direttore Onorario dell’Orchestre Philharmonique de Radio France e nel 2015 l’Associazione della critica musicale italiana gli ha assegnato il Premio Abbiati per l’opera Simon Boccanegra di Verdi alla Fenice di Venezia e per l’attività sinfonica con l’Accademia di Santa Cecilia e con l’Orchestra Filarmonica della Scala.  

Apre la serata la Sinfonia n. 6 “Pastorale” di Beethoven, definita da Berlioz uno “stupefacente paesaggio [che] sembra composto da Poussin e disegnato da Michelangelo” e forse la più enigmatica tra le sinfonie beethoveniane, suddivisa in cinque movimenti, ciascuno con un’indicazione programmatica. La sinfonia, eseguita per la prima volta nel dicembre del 1808 a Vienna, è anche la testimonianza del grande amore che il compositore nutriva per la natura, di cui troviamo molte tracce nella sua corrispondenza, come per esempio in una lettera inviata ad una sua amica nel 1810: “Quanto è fortunata Lei che ha potuto trasferirsi così presto in campagna.

Io non potrò avere questa gioia fino al giorno 8, ma già me ne rallegro come un bambino solo a pensarci. Che bellezza potermene andare finalmente in giro fra siepi e boschi, fra alberi, erbe, rocce. Nessuno può amare la campagna quanto io l’amo – boschi, alberi, rocce rimandano l’eco che l’uomo desidera udire”.

Nella seconda parte del concerto, Chung dirigerà uno dei massimi capolavori del Novecento, La sagra della primavera, il terzo balletto scritto da Igor Stravinskij per i Ballets Russes di Diaghilev e che descrive, come scrisse lo stesso autore, “Lo spettacolo di un grande rito sacro: i vecchi saggi, seduti in cerchio, che osservano la danza fino alla morte di una giovinetta che essi sacrificano per rendersi propizio il dio della primavera”.

La première ebbe luogo nel 1913 a Parigi, tra l’altro alla presenza di Alfredo Casella, Ravel e Saint-Saëns, e fu uno dei più grandi scandali musicali di sempre, di cui riferì lo stesso Casella: “La rappresentazione ebbe principio in un religioso silenzio, davanti al pubblico inverosimilmente eterogeneo, elegante, intellettuale, raffinato, cosmopolita […].

A metà del preludio, scoppiò la tempesta, sotto forma di urli, fischi e schiamazzi di ogni genere. Quando si aperse la scena, la coreografia di Nijinski, anziché attenuare la bufera, la aggravò ancora”. Al termine della rappresentazione Diaghilev commentò: “Esattamente quello che volevo”.

giovedì 11 gennaio ore 19.30, venerdì 12 gennaio ore 20.30, sabato 13 gennaio ore 18 

Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Santa Cecilia 

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia 

direttore Myung-Whun Chung 

Beethoven Sinfonia n. 6 “Pastorale

Stravinskij La sagra della primavera  

Martina Moretti

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