Dopo 47 anni di assenza, la stagione estiva dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia torna alla Basilica di Massenzio, nel Parco archeologico del Colosseo. Dal 2 al 29 luglio, per quattro settimane di concerti sotto le stelle, l’antico monumento romano riaperto al pubblico solo lo scorso anno dopo cinque anni di restauro accoglie un cartellone che attraversa Čajkovskij, Verdi, Gershwin, Mozart e Vivaldi, e che si concede anche un’incursione cinematografica con Alexandre Desplat sul podio per le sue musiche da film.
L’inaugurazione è affidata, giovedì 2 luglio alle ore 21, a Manfred Honeck e al giovane pianista Alexander Malofeev per un gala interamente dedicato a Čajkovskij: il Concerto per pianoforte n. 1 seguito dalla Quinta Sinfonia. È un debutto che porta a Massenzio uno dei direttori più amati del repertorio tardo-romantico e un pianista, classe 2001, che la critica considera fra i più talentuosi della sua generazione.
Un cantiere musicale dietro le quinte
I numeri raccontano la macchina che il ritorno alla Basilica ha messo in moto. Quotidianamente sono coinvolti 100 professori d’orchestra, 70 artisti e artiste del coro e 70 dipendenti del settore amministrativo. A questi si aggiungono ospiti come l’Orchestra dei Conservatori, con un organico di 120 elementi, e l’ensemble barocco Concerto Köln, composto da 25 musicisti. Particolarmente articolato anche l’appuntamento del 4 luglio, che porterà in scena 7 ballerini e 15 musicisti. Dietro le quinte lavorano 12 ditte esterne, dalla costruzione del palcoscenico alla gestione di impianti elettrici, torri luce e comparto audio. Lo spazio è stato configurato per accogliere 1500 spettatori per serata: il concerto di Daniel Harding è già prossimo al tutto esaurito.
L’allestimento firmato Alvisi Kirimoto
Il nuovo allestimento temporaneo della Basilica è firmato dallo studio internazionale Alvisi Kirimoto: si configura come naturale evoluzione del recente intervento di riqualificazione del sito archeologico, innestandosi sul palco polifunzionale già realizzato, pensato per essere al tempo stesso una piazza per i visitatori e un dispositivo per eventi di varia natura. Una scelta progettuale che cerca di tenere insieme la sacralità del contesto archeologico e la flessibilità che la programmazione di un festival richiede.
Dal barocco danzato a Harry Potter
La programmazione prosegue all’insegna del dialogo fra linguaggi. Il 4 luglio, la street dance incontra il barocco nelle Quattro Stagioni danzanti di Mourad Merzouki, affiancato dalla Compagnie Käfig e da Le Concert de la Loge, con Julien Chauvin come violino solista e direttore.
Il 9 luglio torna sul podio dell’orchestra ceciliana il compositore francese Alexandre Desplat, che dirigerà le sue partiture più celebri: da Harry Potter e i doni della morte a The Grand Budapest Hotel, da The Imitation Game a The Queen, fino a La forma dell’acqua. Una serata che riconcilia il pubblico classico con il pubblico cinefilo, dimostrando — se ce ne fosse bisogno — quanto la grande tradizione orchestrale resti viva anche nelle colonne sonore contemporanee.
Un ritorno simbolico
Il rientro a Massenzio chiude un cerchio sospeso per quasi mezzo secolo. È una scelta che ridà a Roma uno dei suoi palcoscenici musicali più suggestivi e che restituisce all’estate romana — quella delle “vespe” e dei concerti sotto le stelle che il cinema ha contribuito a mitizzare — un appuntamento di altissimo profilo. Un’operazione che vale come investimento culturale e come segnale al sistema dei festival italiani: gli spazi monumentali possono e devono tornare a essere luoghi di programmazione viva, non solo sfondi turistici.
Info e biglietti: www.santacecilia.it – Basilica di Massenzio, Parco archeologico del Colosseo (Roma).
