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Giselle a Parigi, l’Opera di Roma celebra i 90 anni di Carla Fracci al Palais des Congrès

Si è chiusa oggi, domenica 28 giugno, al Palais des Congrès di Parigi la quarta tournée francese consecutiva del Teatro dell’Opera di Roma. Una trasferta che nell’anno del novantesimo anniversario della nascita di Carla Fracci ha assunto un valore particolare, perché il Corpo di Ballo del Costanzi ha portato nella capitale d’oltralpe proprio la Giselle che la grande étoile firmò nel 2004, durante i dieci anni alla direzione della compagnia romana.

Tre serate, dal 26 al 28 giugno, per il capolavoro romantico di Adolphe Adam, nella coreografia di Fracci ripresa da Gillian Whittingham e nella versione filologica che la danzatrice volle costruire nel rispetto della tradizione di Coralli, Perrot, Petipa e Dolin, recuperando la partitura originale dell’autore francese. A dirigere la Budapest Orchestra dalla buca è stato Aleh Lessoun, mentre scene e costumi restavano quelli storici di Anna Anni, illuminati dal disegno luci di Jean-Michel Désiré.

Un omaggio carico di memoria

«Tornare a Parigi con Giselle, nel novantesimo anniversario della nascita di Carla Fracci, conferisce a questo appuntamento un significato ancora più profondo», ha dichiarato il sovrintendente Francesco Giambrone. «È il modo più autentico per rendere omaggio a una delle più grandi interpreti della storia della danza e per mantenerne viva l’eredità artistica attraverso il lavoro del nostro Corpo di Ballo». Una compagnia che, sotto la guida di Eleonora Abbagnato—confermata alla direzione del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza dell’Opera di Roma fino al 2030—negli ultimi anni ha consolidato una proiezione internazionale fatta di tappe ricorrenti: Le Quattro Stagioni di Peparini nel 2023, il dittico Les Deux Nuits di Mancini e Preljocaj nel 2024 e la Carmen di Jiří Bubeníček nel 2025.

Per Abbagnato, prima ballerina italiana a essere nominata étoile all’Opéra national de Paris, il ritorno nella città dove nel 1841 Giselle debuttò all’Académie Royale de la Musique non è un dato neutro. «Questa produzione custodisce il pensiero artistico di Carla Fracci e la sua idea di Giselle», ha sottolineato la direttrice. «Un patrimonio che il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma ha il privilegio e la responsabilità di mantenere vivo. Presentarlo proprio a Parigi, dove questo capolavoro è nato, è un’emozione particolare e un segno della vocazione internazionale della nostra compagnia».

Il cast delle tre serate

Nei due titoli del 26 e 27 giugno il ruolo della giovane contadina protagonista è stato affidato a Sae Eun Park, étoile dell’Opéra national de Paris, accanto all’Albrecht di Paul Marque, anch’egli étoile parigino. Nella recita conclusiva di domenica pomeriggio, alle 16, ha invece danzato la prima ballerina dell’Opera di Roma Marianna Suriano—che ha vestito anche i panni di Myrtha, regina delle Villi—in coppia con il primo ballerino Michele Satriano. Hilarion è stato in tutte le serate il primo ballerino Claudio Cocino.

Park e Marque torneranno sul palcoscenico romano il prossimo 26 ottobre per Icone della Danza, il gala ideato e diretto da Abbagnato in cartellone al Costanzi. La Giselle firmata da Fracci viaggerà invece ancora: a novembre 2026 sarà di scena al Theater im Pfalzbau di Ludwigshafen, in Germania, dopo essere già stata ospitata alla Royal Opera House di Muscat nel 2023 e all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi nel 2024.

Un gemellaggio nell’anno simbolico

La trasferta parigina si inserisce in un calendario particolarmente denso di richiami simbolici: il 2026 segna infatti il settantesimo anniversario del gemellaggio esclusivo tra Roma e Parigi, e la presenza dell’ambasciatrice italiana in Francia Emanuela D’Alessandro al Palais des Congrès ha dato all’iniziativa un peso istituzionale che va oltre la sola dimensione artistica.

Resta, soprattutto, il filo rosso che lega Giselle alla biografia di Fracci: fu nel ruolo della giovane contadina che la grande étoile debuttò al Costanzi nel 1964, facendone uno dei suoi cavalli di battaglia. Quarantadue anni dopo quel debutto, e a quindici dalla sua scomparsa nel 2021, la sua Giselle continua a essere il modo più diretto—e più commovente—per riportarla in scena.

Martina Moretti

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