Ha 33 anni, viene da Cuneo e ha appena vinto uno dei riconoscimenti più prestigiosi che oggi la composizione contemporanea italiana possa offrire ai suoi under 35: Edoardo Dadone è il vincitore della terza edizione del Concorso Internazionale di Composizione «Luciano Berio», organizzato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La giuria, presieduta da Daniel Harding — direttore musicale dell’Orchestra e del Coro di Santa Cecilia — lo ha scelto all’unanimità fra le 57 partiture ricevute dall’edizione 2026, riconoscendo, si legge nella motivazione, «la grande potenzialità» di «una scrittura musicale attenta ai dettagli». Una menzione speciale è andata al compositore spagnolo José Luís Valdivia Arias.
Un premio da 20.000 euro e una prima mondiale con l’Orchestra di Santa Cecilia
Il riconoscimento non è soltanto simbolico. A Dadone spetta una commissione del valore di 20.000 euro per la composizione di un brano originale per orchestra sinfonica, che sarà eseguito in prima mondiale nella stagione 2027/2028 dall’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia e successivamente ripreso dalle stagioni delle orchestre partner del concorso — il Maggio Musicale Fiorentino, il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro Comunale di Bologna. Il brano entrerà inoltre nel catalogo della Universal Edition (UE), storica casa editrice viennese, garantendone la distribuzione internazionale. Il concorso è realizzato con il contributo di SIAE.
«La felicità, l’euforia, la gratitudine nei confronti della giuria — la più prestigiosa immaginabile — sono le sensazioni che si affastellano nella mia mente in questo momento» ha commentato Dadone. «Questo riconoscimento, sicuramente il più importante del mio percorso di musicista, mi onora anche per il legame con Luciano Berio, figura amatissima e sempre intrecciata con quanto di più alto, a mio avviso, la cultura italiana abbia prodotto dagli anni Cinquanta in poi».
Chi è Edoardo Dadone
Nato a Cuneo nel 1992, Dadone arriva alla composizione dopo un percorso solido di chitarrista: diploma con lode al Conservatorio «Giorgio Federico Ghedini» di Cuneo nel 2010 con Stefano Viada, poi il perfezionamento con Luigi Biscaldi. Nel 2017 la seconda laurea, in composizione, sempre a Cuneo, sotto la guida di Giorgio Planesio, seguita da studi con Giorgio Colombo Taccani, Stefano Gervasoni, Francesco Filidei e Fabien Lévy. Oggi frequenta il corso di alto perfezionamento in composizione tenuto da Alessandro Solbiati proprio all’Accademia di Santa Cecilia.
Ha già collezionato una serie di premi — dal Valentino Bucchi di Roma al concorso della GAM di Milano, fino alla Call for Scores di EstOvest Festival — ed è stato compositore in residenza del Divertimento Ensemble nel 2021, esperienza sfociata nel CD monografico Sine Sole Sileo per Stradivarius. Sue partiture sono state eseguite da formazioni come mdi Ensemble, Quartetto Nous, Appassionato Ensemble e New Ensemble Xenia. È inoltre assistente alla direzione artistica di EstOvest Festival.
La giuria: Harding, Panni, Stroppa, Chin, Manoury
Il collegio giudicante ha riunito alcune fra le firme più autorevoli della scena internazionale della nuova musica. Accanto a Harding, in cabina di regia, il compositore e Accademico di Santa Cecilia Marcello Panni, il compositore Marco Stroppa — a lungo collaboratore dell’IRCAM parigino — la sudcoreana Unsuk Chin, vincitrice del Premio Arnold Schönberg e del Marie-Josée Kravis della New York Philharmonic, e il francese Philippe Manoury, considerato uno dei più importanti autori d’Oltralpe e pioniere del live electronics.
Un concorso sempre più internazionale
I 57 partecipanti — età compresa fra 19 e 34 anni, media 27 — hanno rappresentato molti paesi: 24 dall’Italia, 10 dalla Cina, 5 dalla Spagna, 3 dalla Polonia, 3 dalla Corea del Sud, 2 dalla Grecia e 2 dal Giappone. Il bando richiedeva due partiture, una per orchestra sinfonica e una a organico libero (a partire da tre strumenti). Resta invece squilibrata la partecipazione di genere, con l’84,2% di candidati uomini contro il 15,8% di donne.
Il concorso, riservato agli under 35, è promosso dall’Accademia di Santa Cecilia in collaborazione con il Centro Studi Luciano Berio — l’archivio che custodisce l’eredità del compositore ligure — insieme al Maggio Musicale Fiorentino, al Teatro Massimo di Palermo, al Teatro Comunale di Bologna e alla Universal Edition. La prima edizione era stata vinta dal cinese Yikeshan Abudushalamu, la seconda (2022) dall’italiano Enrico Scaccaglia: la terza consegna al giovane cuneese un biglietto d’ingresso privilegiato nel circuito internazionale della grande orchestra sinfonica.
