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Santa Cecilia a Massenzio fa strike: sold out per tutti gli otto concerti, l’integrale delle Sinfonie di Beethoven annunciata per l’estate 2027

Cala il sipario sull’estate di Santa Cecilia alla Basilica di Massenzio con un dato che vale più di qualunque bilancio artistico: sold out in tutti gli otto concerti in cartellone. La rassegna, svoltasi fra il 2 e il 29 luglio all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, ha segnato il ritorno ufficiale dell’Accademia sul palcoscenico romano dopo 47 anni di assenza: un rientro che il pubblico ha accolto con un entusiasmo evidentemente inatteso persino dagli organizzatori, e che l’Accademia stessa definisce «l’anno zero» di un progetto destinato a crescere.

L’annuncio: nel 2027 l’integrale delle Sinfonie di Beethoven

Forte del riscontro, l’Accademia guarda già alla stagione successiva e mette sul tavolo un cartellone di enorme peso simbolico. Nell’estate 2027, in occasione dell’anniversario beethoveniano, la rassegna di Massenzio ospiterà l’esecuzione integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven: le nove sinfonie che hanno cambiato la storia della musica occidentale, riascoltate in blocco sotto le stelle romane. Un progetto che alza sensibilmente l’asticella dell’anno zero e che promette di trasformare Massenzio in un appuntamento fisso dell’estate romana, sul modello dei grandi festival sinfonici europei.

Cosa ha funzionato dell’«anno zero»

La programmazione della prima estate ceciliana in Basilica ha mescolato deliberatamente linguaggi diversi: la musica per film con Alexandre Desplat, la danza, la musica hip-hop accanto alla grande tradizione sinfonica del Coro e dell’Orchestra dell’Accademia. Un cartellone eterogeneo che ha allargato il pubblico oltre l’abbonato storico, portando in Basilica ascoltatori nuovi accanto agli habitué di via della Conciliazione. Sono passati da Massenzio, fra gli altri, il pianoforte di Alexander Malofeev con la direzione di Manfred Honeck, la giovanissima violinista Martina Meola, l’Orchestra dei Conservatori, il Mozart Requiem diretto da Jérémie Rhorer, il duo Daniel HardingStefano Bollani nel dittico Gershwin-Ravel e l’ensemble Concerto Köln nel concerto barocco di chiusura.

Dietro le quinte: una macchina produttiva imponente

Il ritorno a Massenzio non è stato solo un’operazione artistica ma un cantiere produttivo di grande complessità. Dietro le quinte hanno lavorato dodici ditte esterne, dalla costruzione del palcoscenico (250 metri quadrati) alla gestione degli impianti elettrici, delle torri luce e del comparto audio. Trattandosi di uno spazio all’aperto, è stato implementato un sistema di diffusione sonora progettato su misura per ottimizzare l’acustica in un contesto architettonico così peculiare come quello della basilica di età tardo-antica. Sul fronte dell’accoglienza, l’organizzazione ha predisposto un servizio bar e una navetta con minicar per agevolare la salita del Clivo di Venere, dedicata al pubblico con necessità di supporto alla mobilità.

Uno «zero» che pesa

La formula «anno zero» che l’Accademia sceglie per raccontare il proprio primo cartellone alla Basilica è insieme prudente e ambiziosa: prudente perché ammette che il modello va rodato, ambizioso perché il sold out totale trasforma questo debutto in un punto di partenza altissimo. Per l’estate 2027 l’appuntamento è dunque doppio: da un lato una sede annunciata come «ulteriormente rinnovata» con servizi calibrati sulle esigenze del pubblico, dall’altro un cartellone monumentale che ruota attorno alle nove sinfonie beethoveniane. Il rientro dopo 47 anni di assenza si trasforma così, in un solo mese, in una tradizione ricominciata.

👉 Per rileggere il percorso: la nostra preview del concerto di chiusura con Concerto Köln e l’apertura affidata al Mozart Requiem.

Martina Moretti

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