ROMA – Può la musica farsi enciclopedia? Può un concerto diventare una raccolta di “voci” che, insieme, definiscono un secolo di cultura? La risposta è un sonoro “sì”, e arriverà domani sera, martedì 7 ottobre, dalla Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica. In un evento che unisce due colonne portanti della cultura italiana, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia renderà omaggio al centenario dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani con un concerto pensato come un raffinato lessico sonoro.
Il cuore pulsante della serata sarà il Coro di Santa Cecilia, guidato dalla sua nuova bacchetta, il Maestro Andrea Secchi. La scelta di celebrare la Treccani – tempio della parola scritta e del sapere certificato – attraverso la voce umana non è casuale. Il programma, infatti, si snoda come un viaggio attraverso le infinite possibilità espressive della voce, dalla polifonia corale all’intimismo dello strumento solista che più le si avvicina: il violoncello.
A impreziosire ulteriormente il programma, la presenza di un talento la cui ascesa è ormai inarrestabile: il giovanissimo violoncellista Ettore Pagano. Romano, classe 2003, Pagano è fresco vincitore del prestigioso Premio Abbiati della Critica Musicale e, dopo un acclamato debutto con l’Orchestra ceciliana lo scorso marzo, torna sul palco dell’Auditorium come ospite d’onore. La sua interpretazione dei *Tre Canti* di Ildebrando Pizzetti, in dialogo con il pianoforte di Monaldo Braconi, si preannuncia come uno dei momenti di massima intensità lirica della serata.
Sotto la guida di Andrea Secchi – maestro di solida formazione e con un curriculum che spazia dai maggiori teatri d’opera italiani ed europei (dal Maggio Fiorentino al Regio di Torino, fino alla Staatsoper di Vienna) fino alle collaborazioni con direttori del calibro di Muti, Gatti e Mehta – il Coro affronterà un percorso affascinante nel Novecento. Si passerà dalle architetture severe e dense dei *Due Cori di Michelangelo Buonarroti il Giovane* di Dallapiccola alle invenzioni giocose e quasi surreali del *Nonsense* di Petrassi, per poi esplorare le suggestioni folkloriche dei *4 Canti popolari slovacchi* di Bartók e la cantabilità post-romantica di una selezione da *From the Bavarian Highlands* di Elgar.
L’evento non è dunque una semplice celebrazione, ma una riflessione profonda sul legame indissolubile tra parola e suono, tra definizione e interpretazione. Come ogni “voce” di un’enciclopedia apre un mondo, ogni brano in programma aprirà una finestra su un universo sonoro diverso, tenuto insieme da un comune denominatore: l’eccezionale perizia dei suoi interpreti. Un tributo che guarda al passato glorioso della Treccani, celebrandolo con l’eccellenza del presente e il talento del futuro.
