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A Bologna, il Crepuscolo degli Dei si svela ‘In Controluce’: Alberto Mattioli racconta la fine di un’era wagneriana

È l’atto finale, il cataclisma che chiude un mondo e ne inaugura un altro. Il *Götterdämmerung*, ultima e monumentale giornata della tetralogia wagneriana, non è solo un’opera, ma un’apocalisse in musica che ha segnato in modo indelebile l’immaginario occidentale. Proprio a questo capolavoro è dedicato il prossimo appuntamento della rassegna “In Controluce – Percorsi d’Opera tra Arte e Storia”, organizzata dal Teatro Comunale di Bologna.

Giovedì 23 ottobre, alle ore 20, il sipario dell’Auditorium Manzoni si alzerà su una serata che promette di andare oltre la semplice analisi musicologica. A guidare il pubblico nel cuore della mitologia nordica, riletta dal genio di Richard Wagner, sarà una delle voci più autorevoli del giornalismo musicale italiano: Alberto Mattioli. Critico per testate come “La Stampa” e “Il Foglio”, saggista e profondo conoscitore del teatro d’opera, Mattioli è la guida ideale per decifrare i complessi strati di significato di cui è intessuto *Il crepuscolo degli dei*.

Ma non sarà una semplice lezione frontale. L’incontro, come suggerisce il format della rassegna, si preannuncia come un’immersione multimediale e multidisciplinare. L’obiettivo è tracciare i fili, spesso sorprendenti, che collegano l’epica wagneriana e la sua critica alla civiltà borghese ottocentesca all’immaginario contemporaneo, dal grande cinema alla letteratura fantasy, passando per fumetti e documentari. Grazie alle elaborazioni video di Innovio ARTS e ai montaggi cinematografici curati da Valentino Corvino, la narrazione si arricchirà di immagini e suoni, mostrando come la saga degli dei, degli eroi e dei nibelunghi continui a influenzare la nostra cultura.

La serata ripercorrerà i momenti salienti della trama: dal tradimento di Siegfried, vittima di un filtro magico, alla vendetta di Brünnhilde che ne svela il punto debole; dall’assassinio dell’eroe per mano di Hagen, fino al gesto finale della Valchiria che, restituendo l’anello maledetto alle Ondine del Reno, si immola sul rogo dell’amato, innescando l’incendio purificatore che distruggerà il Walhalla e segnerà il passaggio all’era degli uomini.

Un’occasione imperdibile, dunque, non solo per gli appassionati wagneriani, ma per chiunque sia curioso di scoprire come un’opera lirica possa diventare uno specchio in cui leggere le tensioni e le aspirazioni di un’intera civiltà, ieri come oggi. Un viaggio “in controluce” per capire perché, anche dopo un secolo e mezzo, il crepuscolo degli dei non smette di affascinarci.

Martina Moretti

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