Un ponte tra generazioni, un dialogo tra la grande musica e i luoghi che hanno scolpito l’identità italiana. È questa l’essenza del nuovo, ambizioso progetto che vedrà il Maestro Riccardo Muti, alla guida della sua Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, protagonista di un tour estivo in tre cornici di straordinaria bellezza: l’Anfiteatro degli Scavi di Pompei (18 luglio), Piazza Napoleone a Lucca per il Lucca Summer Festival (20 luglio) e il Foro Boario di Ostuni (22 luglio).
Non si tratta di semplici concerti, ma di una vera e propria dichiarazione d’intenti. Il Maestro Muti ha scelto di affiancare ai talentuosi musicisti della Cherubini, fucina di eccellenze fondata nel 2004, una selezione di studenti provenienti dai Conservatori italiani. Una decisione che, come sottolinea lo stesso Muti, mira a trasformare il palcoscenico in un laboratorio a cielo aperto: «La musica si impara soprattutto condividendo. Suonare insieme significa ascoltarsi, rispettarsi, assumersi una responsabilità comune».
È un investimento sul futuro, un atto di fiducia verso le nuove generazioni, chiamate a farsi custodi di un patrimonio che ha dato all’Italia una voce inconfondibile nel mondo. La cultura, ribadisce il Maestro, «non deve essere riservata a pochi, ma appartiene a tutti».
A suggellare questa visione, un programma musicale pensato come un’antologia del cuore pulsante del melodramma italiano. Un viaggio che si apre e si chiude con la potenza di Giuseppe Verdi, attraverso le ouverture di *Nabucco* e de *La forza del destino*. Nel mezzo, un’immersione nelle pagine sinfoniche più amate del repertorio: gli Intermezzi da *Manon Lescaut* di Puccini, *Cavalleria rusticana* di Mascagni e *Pagliacci* di Leoncavallo. A completare il percorso, la grandiosità epica del *Guglielmo Tell* di Rossini, l’intimismo di *Contemplazione* del compositore lucchese Alfredo Catalani e un omaggio al cinema d’autore con la suite dal *Gattopardo* di Nino Rota.
La scelta dei luoghi non è casuale. Portare l’orchestra a Pompei, Lucca e Ostuni significa far risuonare la musica italiana dentro la sua stessa storia, creando un cortocircuito emotivo tra le note e la pietra millenaria. È l’invito, lanciato da Muti, a «riempire i luoghi storici e viverli attraverso la cultura».
Un’iniziativa che assume il valore di un manifesto: credere nella musica, oggi più che mai, significa credere nel futuro del nostro Paese. I biglietti per queste tre serate, che si preannunciano memorabili, saranno disponibili dal 19 dicembre.
