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Olympia, l’opera di Campogrande sull’amore ai tempi dell’AI: prima mondiale al Comunale Nouveau di Bologna

Il Teatro Comunale di Bologna porta in scena dal 15 al 19 maggio al Comunale Nouveau la prima rappresentazione mondiale di Olympia, opera in due atti di Nicola Campogrande su libretto di Piero Bodrato. Liberamente ispirato ai Racconti di E.T.A. Hoffmann, il titolo è una commissione del TCBO al compositore in residenza per il triennio 2024-2026 e affronta uno dei nodi più attuali del nostro tempo: il confine fra umano e artificiale, fra etica e coscienza. Sul podio Riccardo Frizza, regia di Tommaso Franchin.

Una storia d’amore (e di automi)

Il professor Spallanzani ha dato vita alla sua creazione più riuscita: Olympia, una giovane donna di straordinario fascino che ignora di essere un androide. Celebrata come l’alba di una nuova era, attira su di sé fascinazione, desideri e dubbi; quando la verità della sua natura artificiale viene svelata, si aprono interrogativi sui limiti della scienza e sull’etica della creazione, soprattutto quando la stessa Olympia comincia a riflettere sulla propria identità. Una traccia che torna agli inizi dell’Ottocento — gli Racconti di Hoffmann fra automi e doppi — e arriva diritta al presente algoritmico.

Il cast

Protagonista è il soprano Isidora Moles nel ruolo del titolo, accanto a Francesco Castoro nei panni di Jean Paul Dupont e a Silvia Beltrami in quelli della filosofa scozzese Sherry Hope. Stefan Astakhov è l’ingegner Lamberto Spallanzani; Eugenio Di Lieto interpreta l’imprenditore apolide Zoltan. Le scene sono di Fabio Carpene, i costumi di Giovanna Fiorentini, le luci di Manuel Garzetta. In buca l’Orchestra del Comunale di Bologna; il Coro è istruito da Giovanni Farina.

Le parole di Campogrande

Considerato fra i compositori italiani più significativi della sua generazione, Nicola Campogrande è autore di un ampio catalogo di teatro musicale, sinfonico e cameristico, pubblicato in esclusiva dalla Breitkopf & Härtel dal 2017; la sua musica è stata diretta da Riccardo Chailly e Roberto Abbado ed eseguita dalla Filarmonica della Scala, dalla National Symphony Orchestra di Washington e dall’Orchestre National d’Île-de-France. Torinese, classe 1969, formato fra Milano e Parigi, ha raccontato così la genesi del nuovo titolo: «Per me, e per il mio librettista Piero Bodrato, la cosa più bella che si possa fare è scrivere opere che portino in palcoscenico il nostro tempo, cercando dietro la cronaca i pensieri, magari gli errori che stanno plasmando il futuro. Così, nell’estate 2022, abbiamo cominciato a immaginare un’opera sulle tecnologie senzienti e sull’intelligenza artificiale, che in quel momento sembravano qualcosa di futuribile — per dare un riferimento, il primo ChatGPT è stato lanciato nel novembre di quell’anno».

Sul podio Riccardo Frizza

Direttore musicale e artistico del festival Donizetti Opera di Bergamo, Frizza è già stato protagonista dell’inaugurazione pucciniana della scorsa stagione del TCBO con La fanciulla del West, tornandovi poi anche per Un ballo in maschera e per alcuni concerti sinfonici. Direttore principale della Hungarian Radio Symphony Orchestra and Choir dal 2022 al 2025 e oggi direttore onorario della stessa compagine, ha lavorato negli ultimi anni con Lyric Opera of Chicago, Opéra Bastille, Gran Teatre del Liceu e Teatro alla Scala; è Cavaliere al Merito della Repubblica. Sulla scrittura di Campogrande osserva: «Olympia è basata su un impianto tonale e una ricerca armonica puntuale e dettagliata, e ha un ulteriore punto di forza nell’orchestrazione, esuberante e ben curata. Campogrande ha fatto un lavoro straordinario che trova il bilanciamento ottimale con le voci in un ordito dove gli strumenti, le tante percussioni ad esempio, si colorano di nuances affascinanti, comprendendo pennellate jazzistiche e suggestioni folcloriche».

La regia di Tommaso Franchin

Giovane regista già attivo in importanti produzioni operistiche e collaboratore di Davide Livermore, Damiano Michieletto, Gabriele Vacis e Francesco Micheli, Franchin è alla sua terza collaborazione con Campogrande: aveva infatti firmato le prime assolute di Opera italiana al Festival della Valle d’Itria nel 2022 e di De bello gallico al Teatro Pergolesi Spontini di Jesi nel 2023. Spiega: «Olympia, la ginoide concepita dal suo stesso inventore come strumento e oggetto, non rimane specchio muto del desiderio maschile, ma intraprende un cammino verso l’autocoscienza e l’autonomia. Il suo percorso diviene allora il centro drammaturgico dell’opera».

Recite e biglietti

Cinque rappresentazioni in cartellone dal 15 al 19 maggio al Comunale Nouveau, lo spazio modernissimo che ospita temporaneamente le produzioni del Teatro Comunale. Le recite saranno precedute — circa 45 minuti prima dell’inizio — da una breve presentazione dell’opera nel foyer. Biglietti da 20 a 90 euro.

Martina Moretti

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